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20 Agosto 2017 - 02:09
NOVITA'
LIBIA 2005
LIBIA (Ghadames-Acacus-Ramla dei Daouada)
Novembre 2005

....racconto illustrato....



Introduzione


Il 10 gennaio 2005 ero a Genova, in fila all'imbarco dei traghetti per Tunisi la meta di quest'altro viaggio sarebbe stata la Libia, il giro era molto intrigante, c'erano tanti chilometri da fare, avremmo attraversato diverse zone del sud-est (il Fezzan) e sarebbe stata sicuramente una bella prova sia per i mezzi che per noi, in ogni caso sarebbe stato sicuramente un bellissimo viaggio da ricordare e raccontare.
Mai e poi mai avrei potuto immaginare che il 2 Novembre dello stesso anno, soltanto dieci mesi piω tardi, la cosa si sarebbe ripetuta piω o meno con le stesse modalitΰ.
Infatti giΰ da un mesetto dopo il ritorno da quel viaggio, evidentemente ormai definitivamente ed irrimediabilmente contaggiati dal "Mal d'Africa" o forse ormai profondamnte consapevoli di come bisognerebbe viaggiare per vedere certi posti, con Paolo avevamo cominciato subito a pensare di organizzare un altro giretto nel sud-est con lo scopo, questa volta, di visitare il mitico Acacus ed i Laghi della Ramla dei Daouada, che ci eravamo tenuti come scusa per tornare in Libia.
Ci mettemmo subito in moto con l'entusiasmo che contraddistingue i momenti della preparazione di un viaggio di questo tipo, alla fine, dopo varie peripezie sul numero dei partecipanti, sulle date, il percorso, ecc., decidemmo che il gruppo definitivo sarebbe stato formato solo da 4 Land Rover Defender (3 Td5 tra cui un 110 ed il mio 300 Tdi) ogni equipaggio sarebbe stato di 2 persone, mia moglie purtroppo non sarebbe potuta venire neanche questa volta, a causa dei suoi impegni di lavoro, l'unica donna sarebbe stata quindi Rosalba, moglie di Paolo. Qundi saremmo stai 7 uomini ed una donna, mi venne subito l'associazione ai sette nani e Biancaneve, di fatto, sarΰ un caso ma, con un po' di attenzione si riesce sempre a collegare i caratteri e la peculiaritΰ di ognuno a quelle dei fantastici eroi Disneyani, c'θ sempre uno che brontola, uno che ha sempre sonno, uno che produce "arie" da qualche parte del corpo, uno che sa quasi tutto su tutto ecc, e non fu cosμ difficile trovare il nostro proprio corrispondente "Nano".
Per cui il 2 Novembre alle ore 16:00 finalmente ci incontriamo tutti a Genova all'imbarco di GNV.
Gli equipaggi:
Paolo e Rosalba Pasquato - Defender 90 Td5 verde (Eolo e Biancaneve)
Marco e Riccardo Fappani - Defender 90 Td5 verde (Cucciolo e Brontolo)
Mario Chiapparini e Graziano Gardumi - Defender 110 Td5 bianco (Dotto e Gongolo)
Il sottoscritto e Mario Cotta - Defender 90 Tdi bianco (Pisolo e Mammolo)








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3 Novembre 163 km Tunisi-Kairouan

Arriviamo a Tunisi alle 17:00 la traversata θ stata tranquilla, il mare un olio, sulla nave incontriamo Umbi ed il suo gruppo, avremmo dovuto fare il giro insieme ma per diversi motivi alla fine non θ stato possibile, comunque saremmo diventati, a mio avviso, anche troppi, rimango dell'idea che per godersi un viaggio cosμ non bisogna essere in piω di 4/5 mezzi con al massimo 8/10 persone altrimenti si innescano meccanismi organizzativi troppo complicati e si rischia lo sgretolamento del gruppo con inevitabili contrattempi e nervosismi a meno che non ci sia un vero capo.
Alle 19:00 siamo fuori dalla dogana e partiamo per Kairouane dove abbiamo prenotato l'ottimo Hotel Casbha



Lungo l'autostrada passando sotto un cavalcavia il 110 di Mario viene colpito da un sasso lanciato evidentemente da qualcuno che guarda i nostri telegiornali, il vetro si scheggia ma non si rompe, sarebbe potuta diventare una tragedia, il sasso infatti θ rimbalzato due volte sul cofano prima di colpire il vetro, proprio sul lato del guidatore.



Arriviamo a Kairouane alle 21:30 temperatura 20°C.





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4 Novembre 351 km Kairouane-Zarzis

Mario ha provato a cercare un parabrezza nuovo ma θ impossibile ovviamente, ha comunque trovato un tizio che glia ha applicato un pezzo di pellicola trasparente che terrΰ insieme il vetro evitando che la frattura cammini, dovrΰ farsi tutto il viaggio cosμ, non θ il massimo ma si puς fare e poi non ci sono alternative.
Partenza alle 10:40 Temp.31°C, fa caldo ma si sta bene, fatto il pieno 45 lit, per 27 TD (il dinaro tunisino sta a 1,6 €, il gasolio costa 0,590TD al lit.)
Direzione Zarzis, il solito albergo sul mare, dove arriviamo alle 16:50, lungo la strada ci fermiamo a mangiare un pezzo di pecora alla brace



contornati da milioni di mosche e milioni di peperoncini rossi stesi ad essiccare.







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5 Novembre 632 km Zarzis-Ras Ajdir-Ghadames

Partenza ore 07:45, temp.20°C, arriviamo a Ras Ajdir (frontiera) alle 09:00



sono solo 80 km. Anche stavolta siamo riusciti ad avere come accompagnatore Hassan, lo stesso poliziotto dell'altra volta, il disbrigo delle pratiche diventa sempre piω veloce, nonostante il visto adesso si possa fare direttamente alla frontiera, sarΰ merito di Hassan, non saprei, fatto sta che alle 10:18 (che in Libia diventano le 11:18) dopo aver montato le targhe libiche e cambiato un po' di soldi, siamo di nuovo in viaggio, facciamo tutti il pieno



io ho messo 214 lit di gasolio con 30 DL il dinaro sta a 1,6€, come in Tunisia, cioθ 10 DL sono 6 € praticamente un litro di gasolio qui costa 0,08 cent di euro.
Alle 13:30 la temp. θ di 29°C, lunga galoppata su asfalto, passiamo per Nalut, verso sera ci fermiamo a Darji dove ceniamo e facciamo il pieno di acqua e gasolio per i prossimi giorni, ci aspettano 3/4 giorni di totale isolamento, arriviamo a Ghadames alle 23:25, nell'alberghetto dell'altra volta non c'θ posto, ma ci fanno dormire in tenda ed usare i bagni, Temp. 20°C, di notte in tenda ci sono 11°C, niente a che vedere col freddo di Gennaio.





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6 Novembre 86 km Ghadames- campo lungo la pista per Al Awaynat

Quelli che non sono mai stati a Ghadames non posso non andare a vedere la cittΰ vecchia θ uno spettacolo e merita proprio una visita accurata ed infatti alcuni di noi vanno, noi che invece l'abbiamo vista qualche mese fa, ci preoccupiamo di fare rifornimenti di viveri freschi, frutta, pane ecc, per i prossimi 3/4 giorni



Hassan va al posto di polizia per i permessi ed i visti ma evidentemente c'θ qualche problema, infatti prima delle 14:00 non riusciamo a partire, ci sono 32°C ma si sopportano benissimo, soprattutto seduti al bar.




Conosciuto la guida che ci accompagnerΰ, il suo nome θ Hotman, 42 anni, 5 figli, somiglia un po' ad Eddie Murphy



se si toglie lo che-che.


La pista per Al Awaynat si prende subito fuori Ghadames sulla strada che riporta a Nalut, sterratone duro, ogni tanto tςle ondulθ, parecchia polvere



verso le 18:00 ci fermiamo per il primo campo temp. 25°C



Abbiamo Umberto (un nostro amico) con i suoi che stanno davanti di almeno 5 o 6 ore, li abbiamo incrociati a Ghadames mentre partivano, ed un gruppo di altre 4/5 macchine di Francesi che ci precedono di poco.




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7 Novembre 229 km .....lungo la pista per Al Awaynat

Installiamo un CB sulla macchina di Hotman

(1695)sarΰ piω facile comunicare.

Riprendiamo la marcia verso le 09:00 temp.19°C, si continua sull'Hammada gran piattone sassoso



verso le 11:00 sosta per la solita foratura di Paolo

(1586),

ogni tanto c'θ una piccola discesa che ci fa scendere dolcemente su specie di larghissimi bacini in secca



in alcuni perς c'θ un po' di vegetazione



verso le 16:00 passiamo in un posto fantastico, le rocce circostanti sono color cioccolata e la base sembra un variegato di nocciola e cioccolato



il fondo ha un bel colore cacao



insomma sembra di stare su una torta.

Subito prima di arrivare in prossimitΰ dell'Erg si passa per una zona cosparsa di un'infinitΰ di piccole formazioni rocciose a forma di cono rovesciato di un perfetto colore marrone sembrano tanti zuccotti ricoperti di cacao



che stia avendo un calo di zuccheri? E' forse ora di fare merenda?

Entriamo nell'Erg verso le 17:00



sgonfiamo a 1 bar, θ quasi ora di fermarsi per il campo alle 18:15 ci troviamo un bel posto tra delle dune abbastanza alte dove passare la notte



Marco che si θ portato lo snow-board dall'Italia si fa la prima discesa nell'Ubari



verso le 19:00 la temp.θ 25°C ed il tramonto θ spettacolare



Hotman ed Hassan riparano la gomma a Paolo







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8 Novembre 160 km .....lungo la pista per Al Awynat

Partenza alle 09:30 temp.19°C, stiamo attraversando un pezzo dell'Idhean Ubari, ci sono due o tre cordoni di dune abbastanza impegnativi da superare



nulla di impossibile ma bisogna darci dentro, alla minima indecisione ci si pianta. La temperatura del liquido per il raffreddamento si alza un pochino, ma siamo abbondantemente nella norma, grazie all'esperienza dell'altra volta, ho fatto montare una seconda ventola davanti al radiatore che posso accendere quando voglio, evidentemente funziona. Preso due o tre insaccate forti scendendo qualche duna forse con troppo impeto, ma il fatto θ che siamo carichi come muli e poi bisogna riprendere un po' il piede la sabbia, comunque i Koni Heavy Track Raid mi pare stiano facendo il loro lavoro molto bene. L'attraversamento dell'Erg in questo punto non supera i 70 km, θ abbastanza facile e non richiede molto tempo, molti passaggi sono sul fondo di comodi gassi



Incontriamo due macchine di un'agenzia che sta portando in giro una coppia di spagnoli, il Pick-up azzurro con i viveri ha un problema al carburatore, Hotman si ferma a dare una mano mentre noi, aspettando che il problema venga risolto, ci riempiamo gli occhi osservando lo splendido panorama circostante



Usciamo dalla Rambla verso le 13:00, rigonfiamo le gomme, anzi il mio compressorino rigonfia le gomme un po' a tutti




compreso il toyota degli amici di Hotman



comunque questa gomma una volta doveva avere un qualche battistrada



Si riprende sul duro, ogni tanto dei "binari" con un po' di fesh fesh



una pausa θ d'obbligo, la stanchezza si comincia a far sentire



ci fermiamo ad un pozzo dove accumulano acqua che poi viene poi caricata su cisterne per essere trasportata dove serve, mi fa strano pensare che si vada ne l deserto a prendere l'acqua, ma sotto la superficie del Sahara ci sono immensi giacimenti di acqua accumulatasi milioni di anni fa.



una rinfrescatina θ d'obbligo dopo tutta la polvere che ci stiamo mangiando



campo verso le 18:00 temp.24°C in una zona sabbiosa


.
Oggi θ stata una giornata faticosa, a parte l'attenzione che non bisogna mai perdere guidando tra le dune, poi le ultime ore sono state particolarmente pesanti, sia per la tςle che per i lunghi tratti nel fesh fesh, ma la cosa piω fastidiosa era l'enorme quantitΰ di polvere che si alzava al nostro passaggio, io che sono stato sempre in coda al convoglio dovevo allontanarmi dall'ultima macchina anche di parecchi chilometri per poter vedere dove mettere le ruote, aspettando che la polvere si decidesse a posarsi, per cui mi ritrovavo a dovermi anche scegliere il percorso giusto tra la miriade di tracce che mi si presentavano davanti, avendo come unico riferimento per la direzione, la nuvoletta all'orizzonte dell'ultima macchina che ti precede e a volte neanche quella, per cui spesso mi ritrovavo quasi da solo ed improvvisamente avvertivo la vastitΰ del luogo in cui mi trovavo, suppongo che chi soffra di agorafobia in questa particolare situazione sarebbe stato probabilmente a disagio, il CB in questi casi θ fondamentale oltre che essere rassicurante. Ho preso due o tre buche un po' troppo velocitΰ ed abbiamo fatto un paio di salti notevoli, siamo quasi arrivati a sbattere con la testa al soffitto scaricando completamente le sospensioni, ma tra il sole in faccia, la stanchezza ed il polverone purtroppo non le ho proprio viste, meno male che ad ammortizzatori e molle rinforzate stiamo messi bene, altrimenti era sicuramente una buona occasione per spaccare qualcosa.





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9 Novembre 106 km ...fino ad Al Awynat

Partenza alle 09:00 temp.12°C questa notte verso le 06:00 la temperatura in tenda θ scesa a 6°C ma siamo ancora lontani dai -4°C di Gennaio, si resiste bene nel sacco a pelo.
La pista ci porta ad attraversare un altro tratto di sabbia chiamato la Dogana



ci sono delle dune altissime e bellissime



dalla cui sommitΰ il panorama θ fantastico



Marco non si lascia scappare l'occasione di scendere una di queste meraviglie con lo snow-board



la pista θ ormai molto delineata si capisce che stiamo per arrivare perchι comincia pure un po' di traffico



arriviamo ad Al Awaynat alle 13:17 e rifacciamo il pieno



Sono molto contento abbiamo fatto veramente una bella cosa.
Hassan deve andare a Ghat per avere il permesso di entrare in Acacus ed Hotman non puς accompagnarlo, proprio perchι a Ghadames non glielo hanno dato. Hassan andrΰ col 110 di Mario a Ghat, io e Rosalba ci accodiamo volentieri, gli altri se ne restano al campeggio a farsi belli, dopo quattro giorni una doccia ci vuole proprio, ma io sono disposto anche a giocarmela pur di poter dare un'occhiata alla mitica Ghat, ci sono 120 km di buon asfalto che costeggia l'Acacus per tutta la sua lunghezza in direzione sud. La sensazione θ di grande maestositΰ, ogni tanto il contrasto di colori tra roccia, sabbia e cielo θ di incomparabile bellezza



Arriviamo a Ghat verso le 15:00, Hassan ci lascia sotto il fortino che domina tutta la zona



la Medina θ proprio sotto il forte, saliamo sul forte da cui si gode un bellissimo panorama


(!!! ATTENZIONE!!! Foto Panoramica (cliccare sulla miniatura) scollare in tutte le direzioni)


questa antica oasi Sahariana si conserva ancora molto bene, per certi versi θ simile a Ghadames, ma ha un fascino molto piω africano, qui si respira aria di Niger, i muri, al contrario di Ghadames dove θ tutto bianco, qui sono color terra, fatti con mattoni di fango, gironzolare al suo interno θ molto interessante




Purtroppo al posto di polizia l'addetto ai visti per l'Acacus non c'θ, Hassan si fa il giro di tutta Ghat ma non lo trova, non sta nθ a casa nθ alla caffetteria, insomma θ sparito, decidiamo di ritornare ad Al Awaynat mentre lui resterΰ a Ghat finchι non riesce a trovare l'addetto, ci raggiungerΰ al camping con un taxi appena fatto.
Torniamo indietro, siamo quasi al tramonto e tutto comincia ad assumere un colore caldo e rassicurante



Anche se arriviamo che il sole sta calando velocemente, una doccia ci sta proprio tutta, la sera ceniamo al camping, c'θ un gruppo di motociclisti spagnoli che hanno appena terminato l'attraversamento del Murzuq, barattiamo un pezzo di parmigiano reggiano per un po' del loro ottimo Jamon Iberico (uno tra i migliori prosciutti al mondo) alle 23:00 ci sono 16°C.





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10 Novembre 174 km Acacus

Prima di partire non posso non fotografare il camion che fa l'assistenza ai motocilisti spagnoli, un Deuz, 10 cilindri a V raffreddato ad aria, un vero mostro



e le gomme che montano sulle moto per scalare qualsiasi duna



chissΰ come andrebbero su una Land.

Partiamo verso le 09:00 temp.15°C, stanotte 6°C, reintegrata la cambusa con pane e frutta fresca. Finalmente stiamo entrando nell'Acacus,



la prima fermata θ al dito di Allah



poi comincia una serie infinita di "cartoline"



grandi vallate di sabbia gialla contornate da formazioni rocciose dalle piω disparate forme, con un po' di fantasia ci si puς vedere qualsiasi sagoma



ogni tanto i passaggi diventano un po' piω stretti



ed ogni tanto si risale su zone rocciose



stiamo comunque seguendo un percorso abbastanza battuto per poter arrivare ai siti di alcune pitture rupestri importanti



continuando a scendere a sud il panorama θ un continuo alternarsi di scorci molto pittoreschi



ogni tanto c'θ un arco sotto cui passare



fino ad arrivare al grande arco, θ quasi il tramonto e lo spettacolo ha dell'incredibile



facciamo il campo nei pressi di quest'ultimo, ore 18:30, temp:21°C.



Purtroppo nell'ultima ora siamo un po' bersagliati dalla sfiga, Hotman ha bucato. Paolo non puς piω usare il riduttore, la leva dell'inserimento si muove a vuoto come un joy-stick, il blocco del differenziale centrale perς va, io ho una goccia d'olio sotto il pedale frizione, la solita pompa che ricomincia a perdere? Speriamo che la perdita non aumenti, altrimenti sarebbe una vera rogna dover sostituire il master quaggiω.
Pensando a dove ci troviamo sono un pochino in apprensione per questi piccoli inconvenienti, ma c'θ da dire che negli ultimi giorni il maltrattamento al quale abbiamo sottoposto i mezzi non θ cosa da poco.
Adesso c'θ da capire cosa sia successo esattamente alla leva delle ridotte di Paolo, c'θ il rischio di non poter continuare il giro come ce lo siamo immaginato, il programma infatti prevede dopo l'Acacus di arrivare a Takerkiba e da qui fare la traversata della Rambla dei Dauada, 2/3 giorni di sola sabbia e dune anche impegnative, visitando alcuni laghi per poi riprendere l'asfalto sulla strada che va da Idri a Brack, ma θ opinione un po' di tutti che senza il riduttore non credo si possa fare, comunque vedremo se e quando avremo il tempo ed i mezzi per risolvere il problema.
In ogni caso tutta la fatica fatta per arrivare fin qui viene ampiamente ricompensata dal fatto che siamo veramente in un posto unico al mondo.






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11 Novembre 40 km Acacus

La mattina andiamo a farci la foto di rito sotto uno dei simboli dell'Acacus, le dimensioni dell'arco sono incredibili, dalle foto non me lo immaginavo cosμ grande



Lasciamo le macchine nei suoi pressi e ci facciamo una bella passeggiata (9km) nel Uadi Tanshalt




Sembra di fare un viaggio nella preistoria, il paesaggio θ veramente unico, ci sono ancora delle capanne Touareg abitate, non riesco ad immaginare cosa si possa provare a nascere, crescere e vivere tutta una vita in posto cosμ, purtroppo ci sono pure parecchi turisti



ma mi dico: se ci sei arrivato addirittura tu......

Riprendiamo la macchine e ci dirigiamo nel Uadi Teshuinat



altri siti con pregevoli pitture



e l'arco Fanhaliga



una specie di cattedrale, non so perchι ma l'associazione con le opere l'architetto spagnolo Gaudμ mi viene quasi spontanea.

Campo verso le 17:00



Siamo alla boa, esattamente a metΰ giro, da domani cominciamo a risalire, facciamo un po' di controlli, tutto a poso!



Al tramonto si crea un'atmosfera magica e misteriosa, mi arrampico su una bella duna appoggiata alla roccia, da qui si gode una vista spettacolare sulla valle dove ci siamo accampati.
Sarΰ l'effetto dell'imbrunire, dei colori che si attenuano, della quasi totale assenza di rumori tranne il leggero sibilare del vento, ma avverto una profonda pace interiore, θ una sensazione leggera che mi sale piano piano da dentro, comincio a respirare piω lentamente ma piω a fondo, mi sento in totale sintonia con l'ambiente, tutto mi sembra giusto e armonico, θ una sensazione meravigliosa.
L'Acacus θ un posto fantastico sul serio, se non ci fossero le macchine laggiω sembrerebbe veramente di essere su un altro pianeta o di essere entrati in un buco temporale e di essere tornati indietro nel tempo, in un epoca assai remota, ma non c'θ alcuna paura o timore, tutt'altro!!!
Evidentemente queste sensazioni appartenenti a ricordi ancestrali della nostra specie, sono lμ addormentati nella nostra memoria inconscia piω pronda ma che se stimolati a dovere riaffiorano immediatamente e prepotentemente con tutto il loro bagaglio di antichi sentimenti e tutto sembra improvvisamente normale, familiare. Mi sento molto bene, sono felice, emozionato e commosso da tutta questa incredibile bellezza.








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12 Novembre 72 km Acacus

Prima di partire andiamo a vedere un graffito di ottima fattura che ritrae un elefante



sta proprio dall'altra parte del canyon 10 minuti a piedi, Partenza verso le 09:30 visitiamo un sito dove sono state rinvenute delle mummie



ed altre pitture, θ incredibile quanto sembrino moderne,



Hassan ci porta poi a conoscere il capo dei Touareg del Jebel Acacus, un signore indubbiamente anziano, θ stata la guida del prof. Mori, noto studioso italiano, scopritore di parecchi siti nell'Acacus, il grande capo vive in una capanna modesta



e ci mostra le foto dove si fa ritrarre insieme ai turisti che passano da quelle parti



ed anche noi non ci esimiamo, basta pagare 5 DL



ci mostra delle punte di freccia, effettivamente mi sento un po' come i turisti americani che vengono a Roma e si fanno una foto al Colosseo con uno vestito da centurione, ma chi se ne frega, almeno lui, il capo Touareg lo θ sul serio, alla mia domanda su quanti anni abbia mi fa rispondere da Hassan: Tanti, tutti!!
Ripartiamo ed andiamo a visitare la famosa pittura raffigurante i preparativi di un matrimonio



poi prendiamo (purtroppo) direzione nord, Hotman adocchia un albero ormai secco, ottimo per il fuoco di stasera e dei prossimi giorni, parte una specie di giochi "senza frontiere", ognuno dice la sua su come si possa fare, ma l'albero θ veramente tosto, dopo vari tentativi finalmente riusciamo a prendercene un bel pezzo




Verso le 18:00 facciamo campo nell'erg Wancaza, in una splendida conca sabbiosa sormontata da una enorme duna che al tramonto assume colori incredibili



Marco non puς perdersi la solita discesa al tramonto con lo snow-board



e le guide incuriosite da questa strana abitudine vogliono provare l'ebbrezza di scivolare sulla sabbia, ovviamente si inventano un modo meno pericoloso per scendere



serata magnifica intorno al fuoco, temp.21°C








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13 Novembre 357 km Erg Wancaza- Takerkiba (130 pista, il resto chiamiamolo asfalto)

Partenza alle 09.15, temp.15°C salendo verso nord/nord-ovest dobbiamo attraversare il piccolo Erg



ma anche se piccolo, nulla toglie al fatto che se non si sgonfia, sulla sabbia ci si pianta, ed infatti



verso le 15:00 riprendiamo l'asfalto (chiamiamolo cosμ)



ogni tanto ci fa rimpiangere la tςle ondulθe, per quanto e spaccato dal sole. Da Ghadames abbiamo percorso praticamente sempre lontano dall'asfalto piω di 1000 km, a me non era ancora mai capitato, sono veramente contento. Arriviamo al Camping Africa Tours di Takerkiba verso le 18:00, θ stato migliorato parecchio, bungalows e bagni nuovi, docce che funzionano, che meraviglia, ormai qui ci sembra di stare a casa, Abdul, il proprietario, ci accoglie con molto calore, si ricorda perfettamente di noi, insomma c'θ una bella atmosfera. Questa sera Hassan ed Hotman hanno deciso che cucinano loro, il menω sarΰ maccaroni alla Libica e montone alla brace, il vino perς lo mettiamo noi. Temp.20°C alle 19:30.





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14 Novembre 93 km giro ai Laghi di Ubari

Dopo una lunga riflessione Paolo decide che non se la sente di mettere mano alla leva del riduttore, anche perchι non sembrerebbe un lavoretto da poter fare al volo, tanto il blocco del centrale gli funziona lo stesso, ma le guide gli sconsigliano di avventurarsi nella Rambla senza il riduttore, potrebbe non servire ma se dovesse invece diventare fondamentale? Decidiamo di cambiare il programma invece di attraversare l'erg, decidiamo comunque di andare a vedere qualche lago e di tornare al camping per la sera. Paolo e Rosalba saliranno in macchina con Hotman, lasciando la Land nel camping. Visto che torniamo al camping io ne approfitto per scaricare il piω possibile la macchina, voglio proprio verificare quanta differenza c'θ sulla sabbia, andando un po' piω leggeri.

Partiamo alle 09:00 sgonfiato ad 1 bar. Uscendo dal camping la prima duna sta proprio lμ davanti, maestosa ed immensa, fa abbastanza impressione, il livello di adrenalina aumenta man mano che ci si avvicina all'attacco della prima salita



una bella rincorsa e a palla su per il crinale, poi subito a destra dentro un catino tenendosi il piω possibile a destra sul duro, cercando di non perdere velocitΰ e per potersi presentare belli dritti verso il nuovo salitone, e giω di nuovo a manetta, insomma.... non male, se si comincia cosμ!!!!
Effettivamente il dislivello da superare θ notevole ma basta sapere dove mettere le ruote e non aver paura di schiacciare sull'accelleratore, l'importante θ non avere indecisioni



Verso le 11:30 abbiamo giΰ visto Mavo



e siamo siamo fermi a Gebraoun con l'enorme duna che lo sovrasta



θ interessante sapere che fino a non molto tempo fa qui continuassero ad abitarci i Douada



pranzo sotto un fresca tettoia



guardando le guide del posto fanno un po' gli spacconi scendendo con le macchine dall'enorme duna, tanto per meravigliare i turisti



facciamo un po' di commenti sui rischi che si corrono su discese cosμ esagerate non sapendo che di li a poco ci sarebbe toccato una cosa simile, infatti per arrivare ad Um Al Maa, dopo varie peripezie, fesh fesh e salitoni senza fine



c'θ una bella discesa da fare



comunque fa piω impressione vederla da fermo che a scenderci. Il lago Um Al Maa θ il piω carino dei 4 che abbiamo visto



continuiamo il giro e passiamo per Mandara (in secca)



tornando verso Takerkiba, incontriamo un nutrito gruppo di fuoristrada francesi, ad un certo punto c'era quasi bisogno del semaforo per decidere chi passava, ribadisco dell'idea che per godersi un viaggio del genere non bisogna essere piω di 5 massimo 6 macchine. Arriviamo al camping alle 17:30, oggi θ stata veramente una gran bella lezione di guida su sabbia e qui di sabbia ce n'θ veramente tanta e per tutti igusti



il mio "vecchio" 300 se l'θ cavata egregiamente, onestamente non pensavo, adesso sono molto contento e soddisfatto, anche se su qualche tratto sono stato un bel po' in apprensione, devo riconoscerlo.





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15 Novembr 193 km Takerkiba- Sabha-campo nell'Erg

La parte interessante di questo viaggio sta finendo, adesso inizia la lunga e noiosa risalita verso il nord. Partiamo alle 10:00 temp. 20°C, passiamo per Sabha e ci fermiamo a mangiare nello stesso posto dove a Gennaio mangiammo dell'ottimo cus cus, incontriamo una coppia di Australiani in moto su un vecchio BMW, i meschini stanno in giro da un bel po', si sono fatti 6 mesi in India e da qui sono arrivati fino in Svizzera, poi sono scesi fino in Africa e vorrebbero arrivare in Sudan, improvvisamente mi sento come un vecchio pensionato in vacanza a Riccione, paragonando la nostra modesta avventura alla loro, ma per ora va cosμ, chissΰ che un giorno non si faccia anche noi qualcosa di veramente esagerato, chissΰ.....
Verso le 17:00 ci fermiamo a fare l'ultimo campo nell'estremo lembo dell'erg Ubari che sta a nord di Sabha



Piccole e morbide dunette, la sabbia θ parecchio compatta ed θ molto piacevole correrci sopra con la macchina, ci sono parecchie palme, bel tramonto



stasera c'θ la luna piena. temp. alle 22;00 15°C.





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16 Novembre 709 km campo- Sabratha

Sveglia un po' piω presto del solito, oggi ci son da fare parecchi km. alla prima stazione di servizio salutiamo Hotman che ci lascia, da adesso in poi c'θ solo asfalto, lui torna a Ghadames e ricomincia il giro con un altro gruppo, θ il suo lavoro, θ inutile nasconderlo ma siamo tutti un po' malinconici, dopo aver passato tanto tempo insieme ci si cominciava ad affezionare e sapere che magari molto probabilmente non ci si rincontrerΰ mai piω nella vita, lascia tutti con un po' d'amarezza. Regaliamo ad Hotman una bella fune con moschettone serio ed una congrua mancia, il nostro Eddie Murphie θ visibilmente commosso θ diventato improvvisamente taciturno, ma anche noi non siamo da meno.
Verso le 12:30 ci fermiamo a Swayriff per il pranzo ed alle 18.00 siamo sulla costa a Sabratha, alberghetto. sulla strada, dignitoso.





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17 Novembre 188 km - frontiera-Zarzis

Andiamo a visitare le rovine romane, l'Urbe romana per certi versi θ molto simile a Leptis Magna ma le dimensioni sono notevolmente inferiori, c'θ un bellissimo teatro. Riprendiamo la strada per Ras Ajdir, a Zuara facciamo il pienone di gasolio, a me basterΰ per tornarci fino a casa. C'θ un vento fresco che alza perς tanta polvere, non θ gradevole. Alle 14:30 siamo in frontiera, i doganieri ci controllano per benino, negli ultimi tempi hanno aumentato di parecchio i controlli in uscita, ma la presenza di Hassan evidentemente ha qualche influenza nel accelerare i tempi, alle 16:30 siamo fuori, perdiamo un po' di tempo a ritrovare il mio cellulare che deve essermi caduto di tasca mentre rimontavo l'antenna del CB subito dopo la frontiera Tunisina. Arrivo all'hotel Zarzis alle 17:50, cena e due passi sulla spiaggia con la luna piena







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18 Novembre 220 km Zarzis-Douz

Visto che siamo stati nei tempi previsti, la risalita verso Tunisi ce la facciamo con calma. Il passaggio per Douz, che θ diventato ormai un classico, ti fa accettare, in modo molto piω delicato, l'idea che il viaggio θ finito . Partiamo verso le 08:30, passiamo per Toujane



e Matmata, ci fermiamo a visitare una casa troglodita e verso le 12:30 siamo a Douz



siamo tutti molto rilassati, ognuno fa quel che vuole, io dopo pranzo riesco perfino a farmi un sonnellino in tenda, shopping e cena in un ristorantino.




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19 Novembre 430 km Douz-Kairouan-Nabeul

Partiamo verso le 08.30, la consapevolezza che siamo sempre piω vicini alla fine del viaggio, si fa sempre di piω forte. Il ritorno verso Tunisi θ sempre uno tra i momenti piω tristi, ma il fatto di aver fatto un viaggio come quello che stiamo portando a termine, rispettando le aspettative ed il programma fatto a casa, senza aver avuto praticamente nessuna noia o contrattempo di rilevo, ti lascia addosso una gradevolissima sensazione, un profondo senso di pace, ti senti appagato ed arricchito, in fondo per quasi una ventina di giorni siamo stati con la testa ed il corpo veramente da un'altra parte, abbiamo staccato la "spina" sul serio, ci siamo disintossicati e ricaricati, tutto questo aiuta ad accettare con molta piω serenitΰ il fatto che un viaggio prima o poi termina. Mentre ripercorriamo per l'ennesima volta le strade che portano verso il nord, mi ritornano in mente i momenti salienti di questa "avventura", rivedo i posti meravigliosi che mi si sono parati davanti, le sere intorno al fuoco, il rassicurante silenzio del deserto, la maestositΰ ed i colori di quelle incredibili montagne di sabbia, la gentilezza di Hassan ed Hotman, lo sguardo profondo del capo Touareg, l'atmosfera incantata dell'Acacus, insomma la noia della lunga, dritta strada asfaltata viene annullata dalla enorme quantitΰ di ricordi che abbiamo appena finito di immagazzinare.
Arriviamo a Nabeul, praticamente Hammamet, verso le 15.45, andiamo all'hotel Jasmine, anche questo ormai un classico, una bella doccia, qualcuno si scatena nell'acquisto di ceramiche, qui si fanno dei buoni affari. Ottima cena al ristorante accanto all'hotel, .





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20 Novembre circa 60 km Nabeul-Tunisi

Sistemato e ripulito un po' la macchina, verso le 12:00 partenza, ci fermiamo a mangiare un panino per strada, alle 15:00 ormai giΰ alla Goulette saluto gli altri, perchι il 21 dovendo stare a Torino per lavoro, ho un volo Tunisi-Malpensa prenotato, anche nel viaggio di Gennaio mi era capitata la stessa identica cosa, perς questa volta lo sapevo giΰ prima di partire e qualcuno comincia a malignare che per non farmi 2 giorni in nave, mi trovo sempre questa scusa, ma non θ cosμ comunque θ proprio una strana casualitΰ, in ogni caso porta bene, i due viaggi in Libia sono filati lisci come l'olio.
Mi rendo conto di aver salutato i miei compagni di viaggio forse con troppa fretta, ma tanto il 22 sera andrς a Genova a riprendermi la Land, e li saluterς meglio, loro, purtroppo si dovranno sorbire il solito scalo a Malta che li farΰ arrivare in Italia appunto il 22.
L'impatto con la frenesia della gente che si agita dentro un aeroporto mi lascia un po' interdetto, il cambio di ritmo θ stato troppo repentino, ma devo riabituarmi in fretta a questa velocitΰ, da noi nel ben e nel male si vive cosμ purtroppo. Rifletto sul fatto che viaggiare con la propria macchina ai ritmi blandi, tipici di un viaggio come questo, θ una cosa fantastica, si ha tutto il tempo di acclimatarsi e gustarsi, con la dovuta calma, tutti i cambiamenti culturali, climatici, ambientali ai quali andremo in contro, si ha tutto il tempo per capire ed assaporare il lento trasformarsi del paesaggio e dei costumi, insomma mi sembra un modo saggio e naturale di vedere il mondo, certo ci vuole il tempo che ci vuole, ma i risultati sono sicuramente piω appaganti. L'essere catapultati e sputati fuori da un aereo che in un poche ore riesce a portarti in posti a volte cosμ lontani dalla tua normalitΰ, adesso mi risulta un attimino violento.
Quando atterro a Malpensa ci sono 0°C e fa un freddo cane...............



Roma 3 Dicembre 2005
Alessandro Centofanti






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Considerazioni e curiositΰ



Percorsi in in totale circa 5.600 km.
In Africa da Tunisi a Tunisi sono stati 4.276 km dei quali:
3.135 di asfalto piω o meno buono
1.141 di fuoristrada (pista/sabbia) di cui almeno 300 di vera sabbia.
di questi 1.141 km lontani dall'asfalto ne abbiamo fatti comunque 1.000 consecutivi in 8 giorni.

Con 150/180 litri di gasolio si affrontano tranquillamente i tratti di questo giro senza possibilitΰ di rifornimento, unica incognita θ se poi arrivati al distributore questi abbia o no gasolio, puς succedere che a volte ne siano sprovvisti.

Nella mia macchina abbiamo consumato solo 20 litri di acqua minerale portata dall'Italia.

Consumati invece 27 litri di vino ed una boccia di Grappa tra tutti i partecipanti (3 o 4 erano a mio avviso astemi), ma considerando che poi qualche indigeno, vista la qualitΰ, se ne "approfitta", si consiglia di aumentare le scorte.

Il vecchio discorso su che tipo di pneumatico usare per un viaggio del genere diventa sempre meno logico, noi, ed θ la seconda volta che ci faccio caso, avevamo un po' tutti i tipi di pneumatico (All Terrain, Mud e da sabbia) bene, abbiamo fatto tutti le stesse identiche cose con minime differenze di prestazione, l'importante θ sgonfiare il piω possibile a seconda della tipologia di terreno. La mia opinione θ che tra tutte, una Mud, che possa essere sgonfiata a 0,8/1 bar di pressione rappresenta forse la soluzione migliore per chi vuole un'unica gomma per tutti i tempi e tutte le stagioni (ma ripeto, θ una mia opinione), questa scelta permette comunque di andare abbastanza bene su sabbia, l'importante θ ripartire con maggiore dolcezza possibile e sgonfiare, sgonfiare, sgonfiare, ma ti assicura poi una grande sicurezza sui tratti sassosi, i piω "pericolosi", nel nostro giro conti, alla mano di sabbia ne abbiamo fatta circa 300 km su 5.600, per cui a meno che non si preveda di dover fare solo tanta, tanta sabbia, dove ovviamente un modello specifico avrebbe forse spazio per esprimersi meglio, questa soluzione resta un buon compromesso.

Paolo con le Sand Grip ha bucato una volta, ma ormai credo che sia diventata una specie di sua personale offerta votiva alla Madre Africa.

La seconda ventola montata per aumentare la capacitΰ di raffreddamento del non enorme radiatore del 300 Tdi, ha dato i suoi frutti.

Gli ammortizzatori Heavy Track Raid si sono dimostrati all'altezza del nome.

Chi aveva uno snorkel con il pre-filtro a ciclone ha sporcato il filtro dell'aria in modo vistosamente inferiore a chi non aveva nulla, a metΰ giro abbiamo fatto un test e le differenze sono state molto evidenti.

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Nella pagina "VIDEO" trovate alcuni spezzoni di video relativi a questo viaggio.
 

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