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16 Dicembre 2017 - 00:42
NOVITA'
Tunisia 2008


































Ed eccomi ancora una volta in partenza per l'Africa, ormai la mia è una vera e propria malattia dalla quale spero di non guarire mai.....(come avrà detto già qualcuno prima di me)....questa volta sono riuscito a mettere le cose in modo tale che finalmente possa venire con me anche mia moglie Flaminia; abbiamo cercato di farlo succedere tante volte negli anni, ma per un giretto in Tunisia insieme non eravamo mai riusciti ad incastrci, pur avendo organizzato e fatto insieme tanti viaggi in lungo ed in largo per il mondo, questa volta finalmente ce l'abbiamo fatta....
Questo viaggio non ha nulla di particolarmente impegnativo, ma stiamo andando comunque sempre un Africa, con tutto quello che questo significa, poi ho un motivo in più per essere motivato, ho fatto parecchie modifiche alla mia macchina e quale posto migliore per testarle?
Il gruppo sarà formato da 4 Land Rover, 2 Defender 110Td5, un Discovery Td5 ed il mio sempre "nuovo" 90-300Tdi. Il percorso non vuole essere volutamente di quelli tosti anche perché ci sono delle signore che sono alla loro "prima Africa" e credo sia giusto far in modo che tutto avvenga nel più dolce dei modi...per farle innamorare di questo fantastico modo di viaggiare.

29-10.2008
Partiti da Roma alle 09:45 alla volta di Genova (questa volta il migliaio di km per andare e tornare fino al traghetto per Tunisi tocca a me, l'altra volta i "nordici" son venuti fino a Civitavecchia, per cui per "par condicio"..)
Il tempo è brutto, piove ma non fa troppo freddo, arriviamo puntuali all'appuntamento e la nave parte in orario.
Il tempo peggiora ancora, siamo sotto un diluvio torrenziale ed il mare non promette nulla di buono, comunque per me e Flaminia che abbiamo come altra grande passione l'andare in barca (a vela, ben inteso.....) la cosa non dà alcun fastidio, ma sono certo che per molti non sarà una navigazione piacevole.
Apprendiamo la mattina seguente che solo due ore dopo la nostra partenza da Genova c'è stato un incidente all'ingresso del porto, un traghetto che proveniva da Tangeri ha avuto un'avaria e con la burrasca, che nel frattempo aveva alzato onde notevoli, ha avuto dei seri problemi ad entrare in porto e ci sono stati addirittura una trentina di feriti, beh devo dire che ci siamo infilati giusti giusti, se avessimo avuto un po' di ritardo forse non saremmo mai partiti.

30-10-2008
Arrivati a Tunisi ballando un po', ma in orario perfetto, attraccati alle 17:15, fatto dogana, tutto ok. Partiti alla volta di Kairouan dove abbiamo un alberghetto prenotato, il ristorante è ovviamente chiuso, andiamo a mangiare una cosetta al "Piccolo Mondo" che vorrebbe essere un ristorante italiano; speso 6 Dinari (4 euro) per cenare.


31-10-2008
Partenza verso le 08:30, fa freschetto, il cielo è velato ed ogni tanto 2 gocce d'acqua.
Dobbiamo arrivare a Douz ma vorremmo evitare la solita strada e decidiamo di passare per strade secondarie, ovviamente la cosa non è semplice, niente di che ma c'è da scegliere quelle migliori, ogni tanto ci perdiamo tra sterrati che corrono in mezzo a campi semi coltivati. Dopo Maknyssa, seguendo una pista, che nessuno aveva mai fatto, ci siamo ritrovati ad attraversare, su uno sterratone, un passo montano molto pittoresco, niente di particolarmente difficile ma in discesa le ridotte ci stavano tutte.



Per arrivare a Douz da questa direzione si deve attraversare il Chott El Fejaj e proprio in mezzo a questo ci siamo imbattuti in una bella tempesta di sabbia, evidentemente la depressione sull'Italia richiama parecchia aria dal Nord Africa e ci siamo trovati proprio in mezzo a quella che poi porta la sabbia nelle nostre città quando piove con vento di scirocco, insomma per una buona mezz'ora la visibilità era veramente scarsa, meno di 20 metri, e si faceva fatica a procedere.
Siamo arrivati a Douz all'imbrunire, comunque c'è ancora un venticello fresco ed un pile leggero ci sta tutto. Decidiamo di dormire all'Hotel 20 Marzo dietro la piazza (molto cheap), certamente non un 5 stelle ma molto sahariano.

1-11-2008
Dormito bene, sveglia alle 07:00, colazione con il cameriere, sempre lo stesso ormai da tempo, che si diverte a fare un po' cabaret e ci mette subito di buon umore. Aggiornata la cambusa con pane e frutta fresca, fatto gasolio, riempito un po' anche il secondo serbatoio e partiti alla volta di Tembaine, L'idea è di dormire a Tembaine e domani, ritornando un po' indietro, prendere la pista per Ksar Ghilane. Tentare di arrivarci direttamente da Tembaine è un'impresa abbastanza ardua perché l'orientamento delle dune è contrario alla direzione che bisognerebbe seguire, il che vorrebbe dire che ci sarebbe da faticare un bel po' a trovare i passaggi giusti con relativi continui insabbiamenti e perdita di tempo, meglio tornare indietro un po' e prendere (se la troviamo) la vecchia pista che porta a Ksar Ghilane.
Una sosta al solito Cafè du Desert,



Flaminia è molto contenta e si sta divertendo a guidare sulla sabbia, cosa che le viene comunque naturale......eh queste mogli che ti sorprendono sempre. Dal Cafè du Desert giriamo a destra direzione Cafè du Parc, sosta per il pranzo, ci sono tantissime e fastidiose mosche (ma per fortuna noi abbiamo le retine per il viso, un po' fantozziane ma che che ci hanno già salvato nel deserto in Australia...). Ci fermiamo a salutare i sempre molto cordiali custodi del parco,



che sta qualche chilometro più a sud, ci fanno entrare a vedere i cuccioli appena nati di due Addax (antilopi del deserto),



costeggiando la recinzione del parco arriviamo al bivio con la pista che porta a Tembaine, quando arriviamo all'unico cordone di dune da valicare è già pomeriggio inoltrato e la sabbia è abbastanza compatta, per cui lo passiamo con facilità,







anche il Discovery lo passa con tranquillità, verso le 17:00 siamo in vista della montagna




e ci troviamo un luogo comodo tra le dunette dove fare il campo,



stasera una bella pasta al tonno e un po' di vino non ce li toglie nessuno, tramonto spettacolare anche se il cielo è velato da un po' di nuvole.



2-11-2008
Risveglio alle 6;30, qualche "problemino" di digestione, il cibo dei giorni passati come al solito lascia il segno, ma nulla di preoccupante. Salita sulla montagna che essendo un tipico monte tabulare ha la sommità completamente piatta, da lassù si gode una vista spettacolare su tutto l'Erg circostante, merita proprio di arrivarci. Ci siamo accorti solo adesso però, che nessuno si ricorda il punto esatto da cui parte la pista per Ksar Ghilane, ognuno pensava che gli altri avessero almeno dei way-point. Per cui mi è toccato inserire a mano uno per uno i wpt che segnano la pista giusta prendendoli da uno dei soliti manuali che ci si porta sempre appresso.
Ripartiamo, fa parecchio caldo siamo a 32° e c'è anche un po' di umidità, arriviamo allo stesso cordone di dune di ieri verso mezzogiorno, oggi il suo attraversamento è certamente leggermente meno facile di ieri perché la sabbia e più molliccia e, con il sole alto, non ci sono ombre e non si percepiscono i contorni, per cui è più difficile valutare al volo il percorso e capire dove andare a mettere le ruote, quindi la guida è leggermente più impegnativa; qualche piccolo insabbiamento risolto immediatamente. Ci rifermiamo per pranzo al Cafè du Parc e da qui prendiamo una bella pista molto ben marcata che dovrebbe portare, piegando leggermente a sinistra dopo una trentina di chilometri dal Cafè, a Ksar Ghilane. Purtroppo ad un certo punto la pista si fa molto meno marcata ed abbiamo faticato un po' a ritrovare la giusta direzione, ma grazie ai wpt immessi la mattina sul computer, la cosa non ha richiesto più di 10 minuti e qualche tentativo a vuoto. Riuscire ad interpretare le tante tracce che ti si parano davanti può a volte non essere così facile, ma con un po' di senso d'orientamento, un po' d'esperienza e un buon sistema di navigazione la cosa risulta anche divertente.
L'ultimo tratto della pista che porta all'oasi è molto divertente, si segue una traccia tra le piccole dune sempre con l'oasi in vista.
Ksar Ghilane (non ci venivo più da qualche anno) è diventato posto molto frequentato, per cui decidiamo di fare il campo fuori dall'oasi in mezzo alle dune. Appena finito di cenare s'è scatenato un bell'acquazzone, tuoni, lampi fulmini e saette. Siamo stati costretti a rifugiarci in tenda, una bella tisana calda ed il rumore della pioggia sulla tenda ci ha conciliato un buon riposo.
L'atmosfera è molto rilassata e si sta proprio bene....eh si.... questo deserto non finisce mai di regalarci ogni volta meravigliose sensazioni.

3-11-2008
E' piovuto a tratti per tutta la notte, la mattina i colori della sabbia sono fantastici, ora sono di un rossiccio che ricorda un po' le sabbie australiane,



un saltino all'oasi



e poi prendiamo la pista, che tagliando la Pipe-Line, porta a Chenini. Il computer ha qualche problema, il collegamento con il GPS ogni tanto si interrompe, cambio GPS collegando quello di riserva e tutto torna sotto controllo, onestamente non è che serva più di tanto, la pista è decisamente molto ben marcata, ma fa piacere sapere dove si è e poi visto che abbiamo "investito" tanto sul sistema di navigazione.......
Ogni tanto ci sono dei tratti con una tolèe ondulèe molto fastidiosa, infatti mi ricordavo dei tratti brutti, poi verso metà del percorso troviamo una pista che piega a sinistra rispetto alla vecchia, deve essere stata marcata negli ultimi anni, è molto scorrevole, (l'altra volta o non c'era o non la trovammo). Arriviamo a Chenini per pranzo, il canyon dove si affaccia è molto pittoresco merita proprio una visita. Pranzo sotto l'ingresso della città con la bella moschea bianca che spicca in mezzo alle costruzioni color terra. Poi con calma ce ne andiamo verso Tataouine dove abbiamo prenotato un albergo.
Un bella doccia e cenetta nel giardino dell'hotel.

4-11-2008
Il programma odierno prevede di andare a fare un'escursione ancora più a sud, verso Remada, che dista una cinquantina di chilometri dal confine Libico, qui sulla strada tra Tataouine e Remanda c'è da prendere una pista che porta all'interno di un grande oued



dove in un paleo-suolo dovrebbero esserci i resti di una foresta pietrificata risalente a circa 250.000.000 di anni fa, ne abbiamo sentito parlare ma nessuno di noi è mai riuscito a trovarla.
Abbiamo poche indicazioni, il wpt del bivio tra l'asfalto che porta a Remada e l'inizio della pista ed un ipotetico wpt con indicazioni molto approssimative del sito dove doveva esserci la foresta.
La pista è segnata bene ed è facilissima, ma una volta arrivati al punto, della foresta neanche l'ombra, abbiamo solo una piccola montagna di fronte



con delle grotte sulla sua sommità che sono state abitate in tempi neanche troppo remoti, ma di fossili di tronchi nulla.



Allora riprendendo la solita guida troviamo altri wpt che dovrebbero delimitare una zona di parecchi km quadrati dove dovrebbe essere la fatidica foresta. Ed iniziamo la caccia al tesoro, una volta entrati nella zona ci sguinzagliamo e cominciamo a cercare ognuno in direzioni diverse, dopo un'oretta finalmente cominciano a saltar fuori i primi fossili, per cui rincuorati dai primi ritrovamenti che confermano che siamo nel posto giusto, comincia una specie di gara, alla fine troviamo di tutto e di più, pezzi enormi di tronchi interi, è incredibile ci sono dei pezzi che si fa fatica a dire che sono ormai dei sassi, alcuni hanno conservato dei particolari così perfetti che è difficile non scambiarli per legno. Inoltre la zona circostante è piena di pezzi di corallo (oramai morto ovviamente) e minuscoli sassi di colore giallo ambra e rosso corallo veramente fantastici.
Purtroppo comincia a farsi tardi e dovremmo cominciare a ritornare verso Tataouine, ma nessuno vuole andarsene, è un posto fantastico e si respira un'aria di pace interiore molto profonda, c'è una luce calda, insomma si sta proprio bene, la prossima volta è da prevedere di venire a fare il campo qui.

5-11-2008
Oggi abbiamo parecchi chilometri da fare, si comincia purtroppo a tornare verso nord ed essendo parecchio a sud è meglio partire presto, tant'è che alle 08.00 siamo già in marcia.
Ci fermiamo a visitare uno Ksur nei pressi di Goumrassen (Ksar el Ferch), una costruzione quadrata molto vasta per niente restaurata quindi molto più vera di altre.



Questa zona della Tunisia è poco frequentata dal turismo per cui si rischia di vedere cose un po' più vere!
Lunga galoppata verso nord. Ci fermiamo a El Djem per far vedere il suo piccolo "Colosseo" a chi non l'ha ancora visto, fa sempre un certo effetto vederlo troneggiare tra le basse case della cittadina.
Abbiamo prenotato un albergone sulla spiaggia a Sousse, ormai stiamo pian piano tornando nella "civiltà".

6-11-2008
Sveglia libera, abbondante colazione e vai con lo shopping......!!!!! Oggi è l'ultimo giorno in Tunisia, stasera abbiamo la nave alle 22:00. Passiamo par Hammamet-Nabeul per prendere un po' di ceramiche, poi con tutta calma arriviamo a Tunisi, un giretto a Sidi Bou Said, sempre carina, un the coi pinoli ed una passeggiata tra i vicoletti pieni di negozi.
Ed eccoci in fila per salire sul traghetto, ci sono un po' più di controlli del solito, noi imbarchiamo alle 21:00 ma prima dell'01:00 la nave non molla gli ormeggi.
Navigazione tranquilla.

7-11-2008
Sveglia con molta calma, c'è un bel sole e si può stare all'aperto a prenderne un po'.
Arriviamo alle 22:00 a Genova.


Anche questo breve viaggio è andato.......!



Sono molto contento per varie cose, la prima è che mia moglie Flaminia con la quale viaggiamo da anni ormai in giro per il mondo, sia potuta finalmente venire in Tunisia con me.
Poi sono molto soddisfatto del mezzo, il livello di preparazione al quale è in questo momento è veramente buono. In questo piccolo tour ho avuto modo di testare abbastanza a fondo tutte le ultime modifiche e l'ottimizzazione generale (cliccate qui per vedere l'allestimento del Defender nei particolari).
Insomma sono proprio contento e..... pronto a ripartire.....


Alessandro Centofanti
Roma Novembre 2008





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