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16 Dicembre 2017 - 00:42
NOVITA'
Egitto #1 (Deserto del Sinai e Mar Rosso)
Sinai

Un soggiorno in una terra dai forti contrasti naturalistici e con una storia incredibile.

La nostra proposta consiste in un viaggio attraverso le meraviglie del deserto del Sinai (sempre a bordo di 4x4) e l'incomparabile bellezza della barriera corallina del Mar Rosso.

Si soggiornerà in una struttura sulla costa orientale della penisola precisamente al Catherine Camp di Muzeina, poco prima del porto di Nuweiba, a circa 120Km (2 ore) dall’aeroporto di Sharm El Sheikh.
Il Camp è composto da 8 bungalow in legno e muratura, dotati di servizi privati con doccia, ventilatore a pale, aria condizionata e piccolo spazio guardaroba.
I bungalows si trovano all'interno del Camp dov'è presente anche un piccolo bar all'aperto ed un servizio di ristorazione per colazione, pranzo e cena.

Da qui partiranno le escursioni giornaliere con ritorno al Camp per la sera, su mezzi 4x4 che troveremo sul posto.
Le varie escursioni potranno anche essere unite in un unico tour di più giorni, nel qual caso però va prevista l'attrezzatura per i campi (tenda ad igloo, materassino, sacco a pelo, torcia frontale ecc) che deve essere portata dall'Italia, in ogni caso il percorso definitivo andrà studiato insieme ai partecipanti in base ai giorni a loro disposizione ed alle loro esigenze.


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Il costo a persona varierà in base alla lunghezza del soggiorno, al periodo ed al programma del viaggio pianificato con i partecipanti allo stesso.

Esempio per un soggiorno di 7 giorni e 6 notti:

Quota: 880€ a persona.


La Quota Comprende:

Volo A/R su Sharm
Trasferimenti da e per il Camp
4 notti al Camp (mezza pensione)
4x4 per safari di 2 giorni nel deserto.


La Quota Non Comprende:

Le bevande, gli ingressi nei parchi e nei musei, gli extra, le mance, le escursioni supplementari (terrestri e marine) e tutto quello non espresso ne "La Quota Comprende"

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Le mete terrestri da non perdere assolutamente nel Sinai sono:

IL MONASTERO DI S. CATERINA: fin dai primi secoli del cristianesimo l’oasi che si estende ai piedi del Monte, fu abitata da monaci, asceti, ed eremiti che qui cercavano pace e tranquillità per favorire la loro ascesi mistica e spirituale. Nel 330 d.c. Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino fece costruire una cappella per proteggere il cespuglio di rovi che, secondo quanto dice la Bibbia, fu soggetto di un miracolo particolare. Dio parlò a Mosè tra le fiamme del roveto che bruciava pur rimanendo verde ed intatto. L’imperatore Giustiniano che regnò dal 525 al 565 d.C. Fece costruire l’attuale Monastero per proteggere i testi delle sacre scritture, le sacre icone ed i Monaci che nel frattempo si erano insediati nell’oasi. Il monastero, con varie ristrutturazioni, restauri ed ampliamenti è giunto fino ai nostri giorni ed è meta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo. Celeberrima la sua biblioteca, seconda soltanto alla Biblioteca Vaticana ed altrettanto celebre il Mosaico, in stile bizantino, situato nell’abside della chiesa raffigurante la Trasfigurazione di Gesù.


© Pangea Crossing 2007

LA SALITA AL MONTE SINAI: 2.285 metri s.m.(Monte di Mosè, Il Monte Horeb degli Ebrei).
Si parte a mezzanotte dopo aver bevuto un tè od un caffè, si raggiunge il Monastero di S. Caterina che si trova ai piedi del Monte di Mosè verso l’una e trenta; lungo il percorso si può ammirare dall’alto il suggestivo paesaggio dell’oasi di Ain Hudra.
Breve sosta in un bar della zona per un breve ristoro, ed inizio della salita sul Monte.
Consigliamo anche di utilizzare il cammello in quanto si tratta di una salita molto dura. Il noleggio di un buon cammello costa circa 10 € per persona per la sola tratta di salita. Per salita e discesa occorrono dai 15 ai 20 €, è necessario contrattare la tariffa col cammelliere prima di salire sul cammello. Si deve tenere presente che il cammello non raggiunge la vetta, ma si ferma a circa 800 metri dalla medesima. Durante la salita si incontrano diversi punti di ristoro ove sarà possibile fermarsi per una breve sosta e bere eventualmente te o caffè. La salita dura dalle 3 alle 4 ore od anche più, dipende dall’allenamento e dalla resistenza delle persone.
Sul Monte Sinai Mosè ricevette le tavole dei dieci comandamenti durante la fuga degli Ebrei dalla schiavitù d’Egitto e durante il loro tragitto verso la Terra promessa. Sulla vetta del monte si trova una cappella dedicata alla SS.Trinità, fatta costruire dall’imperatore Giustiniano nel 532 d.C., distrutta da eventi tellurici e ricostruita a più riprese, fino all’ultimo restauro effettuato nel 1934. Di fronte alla chiesa si trova una grotta ove Mosè Si ritirava a pregare e per ripararsi dalle intemperie.
La fatica che si deve affrontare nel raggiungere la vetta viene abbondantemente ripagata dallo spettacolo naturale del cielo stellato che si può ammirare durante la salita e da un’altrettante meraviglioso spettacolo dell’aurora che si gode dalla cima della montagna sacra. Il sole nasce oltre i Monti dell’Arabia Saudita ed illumina gradualmente il golfo di Aqaba e tutta la catena del Sinai, con luci, ombre e colori di rara bellezza.

IL DESERTO BLU: Poco lontano dal Monastero, un originale artista belga di nome Jean Verame durante gli anni in cui era al governo il presidente Sadat, e precisamente negli anni 1980 e 1981, con il suo permesso, dipinse sassi e rocce per un vasto tratto di deserto con una tinta di colore blu. Questo colore avrebbe dovuto incoraggiare le persone all’ascesi spirituale ed alla ricerca della pace che sembra aver dimenticato questo sacro angolo della terra. Curioso il contrasto del blu della vernice ed il colore bruno rossastro del deserto circostante.


© Pangea Crossing 2007

IL CANYON BIANCO: formazioni rocciose di rara bellezza: sono vere e proprie cattedrali costruite dalla natura in rocce candide, traforate, simili a cattedrali gotiche.


LE RUPI DEL DILUVIO: addentrandosi tra le montagne alte oltre mille metri in direzione di El Nakab dove si trova l’aeroporto di Taba, ci si ritrova di fronte ad uno spettacolo naturale mozzafiato: tutto intorno a noi possiamo ammirare stupende formazioni rocciose, formatesi da secoli di piogge nelle epoche preistoriche. Le piogge, il vento, i movimenti tellurici hanno modellato queste rocce creando un intrico di grotte, di guglie, di minareti veramente unici e spettacolari.

CANYON COLORATO: inoltrandoci sempre più nel deserto, passando per Wadi Watir e Wadi Nakhil, ci caleremo nel “canyon colorato”, strettissima spaccatura profonda una decina di metri, attraverso il deserto roccioso. Per circa due ore percorso nel sentiero del canyon, stretto fra pareti di arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi, magenta e oro. In certi punti, le pareti del canyon raggiungono i 40 metri. Vi sentirete avviluppati nei colori. E' spettacolare.
Le pareti del canyon, formatesi nel corso del tempo grazie all'azione degli elementi naturali, scendono con cascate di colori generati dall'ossido ferroso e dal manganese. Il risultato è una meraviglia naturale, stupenda da esplorare e da fotografare o per trascorrervi momenti di quiete. In certi punti il percorso è difficoltoso ed è necessaria una minima preparazione fisica per non correre rischi.
Uscendo dal canyon si arriverà sulla vetta del monte Ghaziani, da dove potremo ammirare uno stupendo panorama fatto di crepacci rocciosi e di pareti granitiche stratificate, con sullo sfondo una magnifica veduta del golfo di Aqaba ed, oltre ancora, i monti dell’Arabia Saudita.


© Pangea Crossing 2007


EIN KHUNDRA:
Nascosta tra colline di sabbia giallastra, non lontana dalla strada che collega Nuweiba con Dahab si trova una delle oasi più spettacolari del Sinai.
Il suo nome significa Oasi Verde e descrive alla perfezione questo posto dove zampillanti sorgenti di acqua dolce nutrono giardini di palme da dattero in un deserto all'apparenza arido.
Oltre ad essere un luogo particolarmente bello, Ein Khudra svolse anche un ruolo storico: fu un'importante sosta per i pellegrini che viaggiavano tra Santa Caterina e Gerusalemme.
Antiche iscrizioni sulla vicina Roccia delle Iscrizioni testimoniano che Nabateani, Greci, Romani, Bizantini e Cristiani del periodo delle crociate, sostarono in questa zona.
Se siete appassionati di paesaggi geologici particolari, non perdetevi la passeggiata attraverso il Canyon Bianco che da sudest porta ad Ein Khudra.
Il canyon bianco ha guadagnato bene il relativo nome: la maggior parte delle scogliere sono bianche come la neve.
Il deserto è ricco di formazioni rocciose, dalle forme stranissime, modellate dall'erosione del vento e della sabbia ed offre uno degli scenari più unici e spettacolari del deserto occidentale


EIN KID:
Ein Kid è uno dei gioielli del Sinai.
La passeggiata da Wadi Kid ad Ein Kid è straordinaria. Vedrete l'acqua, che scorre dall'oasi, che si unisce a quella di un sentiero fiancheggiato da enormi macigni di granito che vi sovrastano durante la salita verso l'oasi.
Appena il vostro sguardo si poserà sull'oasi, resterete stupiti dal contrasto offerto dai colori del panorama desertico e da quelli della lussureggiante vegetazione, dove spiccano alberi da frutto, palme da dattero, acacie.
Ein Kid è il luogo ideale per una gita o un picnic pomeridiano.

EIN UMM AHMED
Ein Umm Ahmed è uno dei luoghi più lussureggianti nel deserto del Sinai.
Tradotto dall'arabo il nome significa "sorgente della madre di Ahmed".
L'oasi si estende su una secca rigogliosa di vita: l'abbondanza di alberi da frutto, con il loro carico di limoni, olive, fichi e datteri appare travolgente in questa remota località desertica.
Un orto di pomodori, basilico e menta testimonia l'abbondanza dell'acqua.
L'oasi trabocca di flora, fauna e uccelli.
La sorgente, ricca d'acqua, è un sollievo sospirato per tutti i viaggiatori che giungono dal deserto.
L'oasi di Ein Umm Ahmed è abitata da beduini locali, che si mostrano sempre ben disposti a condividere con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo luogo sorprendente.


L’ISOLA DEL FARAONE:
Questa isola circondata dalla barriera corallina ed un tempo anche infestata dagli squali era straordinariamente protetta e costituiva un baluardo quasi inespugnabile. Oltre al passato storico del periodo egizio, è particolarmente nota per le eroiche imprese dei Crociati. Nel 1170 Saladino conquistò l’isola, vi costruì una fortezza merlata in blocchi di granito e la tenne fino al 1182, anno in cui fu assediata ed infine conquistata dai Crociati.


Le mete marine:

Il Parco Nazionale di RAS MOHAMMED:
Famosissimo Parco Marino situato alla punta estrema della penisola del Sinai; zona protetta e priva di qualsiasi attrezzatura (ombrelloni, lettini, bar, costruzioni di alcun genere). Soste al lago turchese e al canale delle mangrovie e snorkeling nella baia principale dove ammirare la barriera corallina ed i suoi abitanti.
Il Parco Nazionale di Ras Mohammed è una riserva naturale di mare e di terra. Quest'area protetta di 480 km quadrati, si trova nel punto di incontro del Golfo di Suez con quello di Aqaba, all'estremità meridionale del Sinai.
L'arido terreno desertico di dune di sabbia, pianure di ghiaia, coralli fossili e montagne di granito, ospita numerose rare specie animali: gazzelle Dorcas, stambecchi della Nubia e volpi rosse. Facili da osservare sono gli uccelli residenti, quali sterne, aironi, gabbiani e falchi pescatori. Migliaia di cicogne bianche passano per Ras Mohammed ogni anno, durante la loro migrazione verso sud, a settembre/ottobre, e al ritorno verso nord, ad aprile/maggio. Circa 85 specie di flora vivono nel parco, incluse le mangrovie.
In abbagliante contrasto con il panorama, apparentemente desolato, del deserto, l'ecosistema sottomarino è una magnifica esplosione di vita: 200 specie di coralli (125 delle quali sono coralli molli), 1000 specie di pesci, 40 specie di stelle di mare, 25 di ricci, 100 di molluschi, 150 di crostacei e 2 specie di tartarughe: la tartaruga verde e la tartaruga a becco di falco.


© Pangea Crossing 2007

L’ISOLA DEL FARAONE:
Questa isola circondata dalla barriera corallina ed un tempo anche infestata dagli squali era straordinariamente protetta e costituiva un baluardo quasi inespugnabile. Oltre al passato storico del periodo egizio, è particolarmente nota per le eroiche imprese dei Crociati. Nel 1170 Saladino conquistò l’isola, vi costruì una fortezza merlata in blocchi di granito e la tenne fino al 1182, anno in cui fu assediata ed infine conquistata dai Crociati.

ABU GHALOUM e DAHAB:
Abu Galhoum, con le sue stupende barriere coralline dell’ “acquario di Allah”, è una riserva naturale remota e isolata, che si può raggiungere solo con un 4x4 o a dorso di cammello, unica oasi sommersa, ricca di diverse forme di vita e splendidi colori..
Conosciuta anche con il soprannome di “Koh Samui” del Mar Rosso, Dahab, che in arabo significa “oro”, è situata tra Sharm el Sheikh e Nuweiba. Questa deliziosa cittadina del Mar Rosso è la località prediletta dai subacquei e da tutti coloro che amano immergersi in un'atmosfera intrisa di cultura beduina, semplice e rilassante.
La penisola di corallo, che rende unica la struttura geografica di Dahab, è rinomata per i suoi popolari punti di immersione, tra i migliori d’Egitto: il Blue Hole, il Canyon e il Lighthouse. I subacquei più esperti vi ritornano, anno dopo anno, per ammirarne le bellezze celate in profondità, mentre i meno esperti si stupiscono davanti alle meraviglie che anche le barriere poco profonde regalano.

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