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19 Ottobre 2017 - 18:28
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Perchè Pangea Crossing...the world tour...?

Avevamo pensato di non parlare o scrivere del nostro progetto, se non dopo averlo messo in atto e magari terminato, ma poi ci siamo accorti che un progetto così ambizioso in pratica non termina mai per cui abbiamo deciso di iniziare a parlarne subito per farlo cominciare a vivere di vita propria immediatamente.
L'idea era quella (banale!) di girare il mondo, inizialmente fu in barca a vela perché in quel periodo le nostre priorità erano quelle, il mezzo che avevamo a disposizione per stare a contatto con pianeta e natura era quello, e perché nella vita e nel tempo libero non facevamo altro che quello, per cui ci furono anni di progettazione della "barca ideale", che nella nostra mente era un cutter 60 piedi attrezzato non da fighetti come iniziava ad andare di moda negli anni 90 ma al contrario da navigazione oceanica "cattiva", con paratie stagne a prua e poppa, timone a vento, generatore eolico e pannelli solari, impianti doppi e due di tutto, e via via altre caratteristiche che non stiamo qui ad elencare, ma con una impostazione che avremmo ritrovato successivamente nei nostri allestimenti ideali di mezzi adatti a traversare e a viverci sopra in comfort e sicurezza.
Poi quella modalità lentamente mutò, grazie anche a circostanze che ci portarono ad affrontare orizzonti diversi, e il mezzo da immaginare e progettare diventò, nella nostra mente, un Expedition Vehicle (cioè come vengono indicati in gergo i camion/camper 4x4), che avrebbe fatto compagnia al nostro Defender Land Rover già attrezzatissimo ma inadatto allo scopo (nel frattempo il nostro meraviglioso Comet 375, ahimè, andò venduto....ed è rimasto solo il tender...!).

Avevamo iniziato con i nostri raid africani già da un po', quindi anni fa creammo il sito di Pangea Crossing per promuovere un certo modo di viaggiare, di vedere ed ammirare le meraviglie che ci circondano stando completamente 'immersi' nel nostro pianeta sentendosi parte di un "tutto", con un approccio che in quel momento era forse un po' fuori moda e non in linea con la frenesia che la società "moderna" e consumistica ci impone, ovvero lentamente, con consapevolezza, e cercando per quanto possibile di rimanere connessi con la natura, le genti ed inebriarsi dei tesori che le diverse culture di questo fantastico pianeta ci hanno regalato.

Decidemmo di chiamare il nostro progetto Pangea Crossing proprio perchè queste due parole sintetizzavano al meglio il nostro segreto ambizioso programma futuro, girare il mondo osservando da vicino e "respirando" rocce, deserti, corsi d'acqua, outback, vegetazione, barriere coralline, montagne, centri abitati, animali, insomma vedere il più possibile e vivere l'esperienza della vita nomade, scollegata dalle pseudo-necessità che la vita metropolitana ti impone, attraversando tutti i continenti della terra.
Pangea era il nome dell'antico ed unico continente di terre emerse presente sulla Terra 300.000.000 di anni fa, è esistita esattamente a cavallo tra il tardo Paleozoico ed il primo Mesozoico, poi a causa dei movimenti della crosta terreste (deriva dei continenti), alcune sue parti cominciarono a separarsi (100.0000.000 di anni dopo) andando a formare i continenti come li conosciamo e disponendosi pian piano sul pianeta nella attuale posizione; probabilmente con i secoli e i millenni questa posizione muterà di nuovo, ma di questo a noi per ora.......importa relativamente.


Usando questo piccolo nome abbiamo pensato di sintetizzare in due parole questo grande progetto.

Pensare di attraversare tutta la Pangea con un mezzo meccanico è un'idea possibile, il sogno di molti, e ci sono tantissime persone che in questo momento lo stanno facendo; per spostarci tra i continenti caricheremo il mezzo su navi, traghetti o cargo così da attraversare i tratti di mare che dividono le terre emerse, dunque per fortuna qualche traversata andrà messa in preventivo così che uno dei nostri elementi preferiti, l'acqua, continuerà ad essere presente.

Ora vivendo noi a Roma "caput mundi" per dirla come i Latini, non potevamo capitare meglio come punto di partenza.




l'iitinerario

Questo, a grosse linee, è il percorso ideale che abbiamo pensato e che sarebbe il nostro sogno, ma sappiamo bene che le tensioni, sociali, politiche e religiose vere o indotte dai potenti del mondo per squallidi e tristi interessi economici, potrebbero renderlo non esattamente praticabile per come lo abbiamo immaginato, comunque troverete tutti i dettagli nella pagina dedicata.


Partendo da Roma passare in Africa dalla Spagna/Marocco, scendere fino alle latitudini della Costa D'Avorio, da qui attraversare in orizzontale il continente africano per raggiungere la costa est (Etiopia da dove partì la colonizzazione del pianeta da parte dell'Homo Sapiens) quindi scendere verso Sud zigazando tra i vari paesi centroafricani fino a raggiungere il Sud Africa.
Una volta raggiunta Cape Town, esistendo un collegamento navale che porta mezzi e persone fino in Argentina, fare la traversata dell'Atlantico del sud per raggiungere l'Argentina , da Buenos Aires scendere di nuovo verso sud fino ad Ushuaia (Terra del Fuoco) dalla parte della costa est del continente sud americano, fare una sosta per un crociera tra i ghiacci, per poi risalire verso nord dalla parte della costa ovest, passare sempre tramite traghetto (lì non esiste nessun collegamento via terra) a Panama e piano piano risalire fino agli Stati Uniti, quindi Canada ed Alaska.
Da qui sarebbe il massimo riuscire a trovare qualcosa che possa traghettarci in Russia, (vista l'oggettiva esiguità del braccio di mare, stretto di Beering esistente tra i due continenti) ma ad oggi non siamo ancora a conoscenza di un servizio del genere. Comunque in qualche modo si farà, al massimo si torna indietro verso il primo porto commerciale della costa per spedire via cargo mezzo e persone in Asia.
Da qui scendendo di nuovo verso sud raggiungere la Thailandia e la Malesia trasferendoci via traghetti su tutte le isole Indonesiane per raggiungere Papua/Nuova Guinea, a quel punto il passaggio in Australia è relativamente semplice.
Dall'Australia trovare la tratta navale più conveniente per cercare di tornare in Asia, altrimenti rifarsi tutto il giro fino in Thailandia a ritroso.
Da qui puntare decisamente a nord per raggiungere la Mongolia e quindi li rientrare lentamente in Europa attraverso la Russia ed i paesi dell'est europeo.
Alcune zone dovranno essere bypassate a causa delle situazioni socio-politiche non molto tranquille, cosa che ci rammarica ma essendo tutto sempre in evoluzione, diciamo che per ora, se non accadranno fatti rilevanti questo potrebbe essere il World Tour ideale.

Detta così, sembrerebbe tutto fattibile e logico, e per ora vogliamo credere che lo sarà, naturalmente siamo ben consapevoli delle enormi difficoltà di tutti i tipi che potranno nascere prima e durante la realizzazione di questo sogno, siamo altresì consapevoli e pronti a tutte le modifiche a percorsi, tempi, ecc., che si renderanno molto probabilmente necessarie, ma sognare non costa nulla ed a volte i sogni si realizzano pure.




..da dove iniziare?...

Per cui la prima cosa da fare per partire con questo progetto era quella di individuare il mezzo ideale, per le nostre esigenze, in grado di portarci in giro per anni attraverso i più diversi territori.
Il mezzo doveva essere per forza un 4x4, semplice, di facile manutenzione, robusto, affidabile e di dimensioni appropriate a rendere la vita a bordo comoda e confortevole per lunghissimi periodi, ma non una portaerei.....
Come primo step, pensammo ad un buon trailer (rimorchio) attrezzato a questo scopo, ce ne sono tanti in Sud Africa o in Australia, da attaccare al nostra amata Land Rover, già perfettamente preparata per lunghi raid, in modo da avere quelle comodità che non eravamo riusciti a creare sul piccolo fuoristrada inglese, ma l'idea di avere un'appendice, per quanto pensata per il fuoristrada, che ti limita in manovrabilità e mobilità e dover continuare comunque a dormire in una tenda, ci fece desistere quasi subito.
Non restava che una soluzione...... un camion!!!!!

Dovevamo farci in fretta una cultura su questo tipo di mezzo cercando qualcosa che sia come caratteristiche meccaniche sia come dimensioni e costo, fosse adatto al nostro progetto.
Sul mercato dei mezzi pesanti esistono diverse case costruttrici che propongono ottimi prodotti quindi dovevamo capire subito la fascia esatta dove andare a cercare.
La prima scelta da fare era quella relativa al peso totale del mezzo in quanto questa scelta comporta il dover o no possedere anche una patente di guida che permetta di poter condurre certi mezzi, in pratica i mezzi che superano i 35 quintali di peso massimo necessitano di una patente diversa da quella per le normali autovetture che tutti possediamo, ovvero la patente C, per cui se si vuol guidare un mezzo così bisognava passare un esame per il suo conseguimento, però superata una certa età questa poi non viene più rinnovata, e noi stando molto vicini a.......questa certa età, scartammo subito questa ipotesi.
Inoltre un mezzo di tale portata normalmente ha dimensioni di un certo rilievo che ci avrebbero limitato sicuramente in percorsi diciamo più urbani, poi i costi di acquisto e manutenzione di un camion di queste dimensioni sono sicuramente molto più alti di uno più piccolo, e per finire in caso di guasti o di piantate su terreni difficili, il suo traino o recupero avrebbe richiesto mezzi e attrezzature particolari, non sempre reperibili soprattutto in zone desertiche o poco frequentate, per cui decidemmo per un mezzo sotto i 35 Q.li.
In questa fascia la scelta non è vastissima, infatti non esistono molti mezzi con le caratteristiche a noi necessarie, per cui dopo una accurata indagine su tutto quello che il mercato offriva, optammo per un Iveco Daily 4x4. Questo mezzo deriva dal suo gemello stradale al quale fu aggiunta, fin dagli anni ottanta, la trasmissione anteriore con avantreno a ruote indipendenti, ripartitore/riduttore e blocchi dei differenziali.
La sua struttura è molto robusta e poi essendo un mezzo diffusissimo i ricambi sono abbastanza facil da reperire in giro in quanto l'Iveco ha rappresentanti un po' dovunque nel mondo, inoltre questa casa costruttrice per anni ha sfornato una versione militare del Daily (VM90) che si è rivelato un ottimo mezzo, con una buona mobilità in fuoristrada.
Per un progetto come il nostro la nostra esperienza di viaggi ci consigliava di cercare un mezzo che fosse completamente meccanico per non rimanere schiavi di malfunzionamenti di natura elettronica, che in certe zone del pianeta sono di difficile soluzione in quanto i sistemi diagnostici necessari per individuare le cause del problema possono essere assolutamente non reperibili, mentre un problema di natura meccanica o il malfunzionamento di un pezzo sono facilmente risolvibili da qualsiasi meccanico.
In certi paesi ci sono meccanici bravissimi perchè abituati a rimettere in strada qualsiasi mezzo (purché non elettronico) inventandosi fantasiose soluzioni con quello che hanno a disposizione, adattando e modificando pezzi di altri mezzi con una facilità che lascia di stucco, ci è capitato di vedere accrocchi fatti al volo in Africa continuare a funzionare perfettamente per anni.

Quindi ci mettemmo a cercare un mezzo con queste caratteristiche e dopo qualche mese ne individuammo uno del 1989 che aveva tutto quello che stavamo cercando, era stato già convertito a camper, reimmatricolato ed omologato per questo utilizzo, cosa che ci avrebbe fatto risparmiare tutte le lungaggini ed i costi per la trasformazione, in più, essendo un mezzo "vecchio", il suo costo di acquisto era particolarmente conveniente, quindi a Marzo del 2013 andammo prendere il nostro Xichyo (questo è il nome che abbiamo sempre dato a tutti i mezzi 4x4 che abbiamo allestito durante gli anni ed il suo Serial Number è il N°5)........




curiosità

Quando saremo finalmente partiti, chi vorrà aggregarsi, per fare insieme a noi alcune tratte dell'itinerario, con il proprio mezzo o con mezzi noleggiati in loco, sarà naturalmente il benvenuto.....ma di questo ne riparleremo.......al momento giusto..........


...................under construction.................















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