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19 Ottobre 2017 - 18:28
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Allestimento di un Camion 4x4 per lunghi Raid

Dopo aver trattato l'allestimento di un fuoristrada "normale" per lunghi raid,per l'esattezza una Land Rover Defender vogliamo ora trattare l'allestimento di un camion 4x4 di dimensioni medie, ovvero con portata massima entro i 35 Q.li, da preparare per lo stesso scopo.

L'idea di allestire un mezzo di queste dimensioni, può venirsi a creare per diverse esigenze, la prima è che con l'avanzare dell'età, ed è il nostro caso, si può essere sempre meno entusiasti ad accettare le piccole ma innegabili scomodità di una vita all'aria aperta dormendo magari per lunghi periodi sempre in una tenda da dover montare e smontare tutti i giorni, così come il campo e la cucina, poi, se si ha intenzione di viaggiare anche in zone meno calde del pianeta, dove le condizioni climatiche possono significare temperature rigide o piovose se non addirittura peggiori, allora avere una cellula abitativa fatta secondo le proprie esigenze, con tutto quello che può servire per lunghi periodi, con un letto sempre pronto, con tutte le proprie cose sistemate al loro posto, può rivelarsi molto più confortevole e contribuire a rendere un viaggio ancora più appagante.

Su questa fascia di mezzi la prima scelta da fare è sulle dimensioni e peso del mezzo su cui poi allestire una cellula abitativa, questa scelta comporta in ambo i casi dei vantaggi e degli svantaggi, noi dopo lunghe riflessioni abbiamo scelto di rimanere in una fascia di medie dimensioni, per le seguenti ragioni:
1-un camion entro i 35 q.li si guida con la patente B mentre uno di portata massima superiore, necessita della patente C, che superata una certa età non viene poi più rinnovata.
2-un mezzo di questa portata avrà comunque alla fine delle dimensioni sicuramente ragionevoli per starci comodi ma non raggiungerà l'imponenza di un camion di peso maggiore, di conseguenza sarà molto più gestibile in senso generale anche in centri abitati, dove ad esempio ad un camion di dimensioni maggiori a volte è proibito entrare.
3-avendo un peso massimo in quell'ordine di carico, sarà sicuramente più gestibile come costi di acquisto e di esercizio, inoltre in caso di panne o impantanate il suo recupero sarà, certamente faticoso, ma mai come quello di un camion ben più pesante, dove bisognerà essere veramente ben organizzati per questa sciaugurata esigenza o avere mezzi di appoggio/recupero di dimensioni idonee.

Tra i mezzi che restano sotto i 35q.li la scelta non è molto varia, di fatto ce ne sono pochi, alcuni sono ormai fuori produzione ed altri non hanno avuto una gran diffusione.
Noi dopo aver preso innumerevoli informazioni su quello che il mercato offriva quando abbiamo deciso di iniziare questa nuova avventura, ci siamo messi alla ricerca di un mezzo della Iveco, un vecchio Turbo Daily 4x4 che fosse datato intorno alla fine degli anni ottanta per poter avere un mezzo totalmente meccanico.



Il Daily 4x4 è in pratica la versione civile del VM90 veicolo tattico in uso all'esercito italiano, un mezzo a trazione posteriore con anteriore inseribile, ruote libere, cambio a 5 velocità, con riduttore e blocco dei differenziali anteriore e posteriore, pensato come mezzo da lavoro/trasporto leggero.

Essendo un mezzo della fine degli anni ottanta, l'impostazione generale è totalmente meccanica, al contrario degli ultimi modelli che per avere prestazioni sempre maggiori pagano lo scotto di dover dipendere da centraline elettroniche sempre più sofisticate che, finché funzionano, sono eccezionali, ma al primo serio problema, se non si hanno gli strumenti diagnostici idonei per capire il problema, rendono qualsiasi mezzo un pezzo di ferro inamovibile, pensando poi a viaggi in terre isolate o comunque in paesi del cosidetto terzo mondo, pensare di dover risolvere un problema elettronico è a dir poco improponibile.

A quel punto la cosa da fare era cercare nel mercato dell'usato quello che rispondeva alle nostre aspettative. Dopo qualche mese di ricerca ne individuammo uno in Sicilia, era un ex camioncino dell'Enel, riadattato e riomologato ad autocaravan da un appassionato, gli era stata riadattata alla meglio una vecchia cellula di un camper normale, ormai quasi completamente marcia e vecchia, ma che era nelle sue dimensioni riportate a libretto magicamente identica alle dimensioni del nostro progetto, e quindi essendo già stato riomologato caravan ci avrebbe fatto risparmiare tutte le lungaggini burocratiche della legislatura italiana per la reimmatricolazione ad autocaravan. Inoltre aveva meccanicamente tutto quel che cercavamo compreso il blocco all'anteriore (non è di serie sui Daily 4x4 ma il nostro lo aveva), poi aveva un'infinità di cose che avremmo potuto riciclare nel nuovo allestimento (frigo, pannelli solari, ecc.), aveva le dimensioni delle ruote che cercavamo già a libretto ed il prezzo, essendo un mezzo "vecchio", era indiscutibilmente conveniente, insomma lo avevamo trovato.
Quando andammo a prenderlo sembravamo due bambini in una cioccolateria, vedere la sua possenza con quei gommoni ci faceva gioire ad ogni occhiata.




Le cose da fare erano quindi nell'ordine:
-rimodernare la vecchia cellula riadattandola alle nostre esigenze.
-verificare la fattibilità di tutti i progetti che avevamo nel frattempo sviluppato, facendo accurati rilievi sul mezzo che era ora a portata di mano
-decidere poi il tipo di cellula da costruire
-scegliere la disposizione finale degli interni e dei servizi, scremando tra tutte le idee sviluppate
-realizzare la cellula.
-fare una attenta e meticolosa revisione meccanica ed eventuali migliorie a motore, assetto, trasmissione, impianto elettrico, ecc.
-eseguire dei test su diversi titpi di terreno.
-PARTENZA!!!!!




IL PROGETTO
Quando entrammo in possesso di Xichyo, sviluppammo diversi progetti, con diverse diposizioni interne ed esterne, ma alla fine scegliemmo le seguenti.
Il nostro Expedition Vehicle avrebbe avuto delle linee molto squadrate, lineari e semplici.




Per la disposizione interna scegliemmo una soluzione poco usuale su mezzi di queste dimensioni, ma che a nostro parere rende la vita a bordo molto comoda, le nostre esperienze in barca a vela ci furono di grande aiuto.
La cellula avrebbe avuto 2 zone distinte e separate, una giorno ed una notte, con bagno e doccia separata e con ampi gavoni di stivaggio.
Principalmente sarebbe stato un mezzo per due persone ma di fatto altre due persone potevano essere ospitate comodamente.







LA CELLULA
Una cellula abitativa, può essere costruita con differenti tecnologie e materiali, fermo restando grosso modo il risultato finale in termini abitativi e di comfort, a parità di esigenze si potranno evidenziare delle differenze sostanziali per costi, peso, aspetto, robustezza.
Considerando che si sta parlando di un mezzo 4x4, quindi in grado di muoversi su terreni anche molto accidentati, la sua robustezza strutturale richiede una particolare attenzione in quanto la cellula sarà sottoposta a stress, torsioni e vibrazioni certamente maggiori di un normale camper stradale.
Le tecniche costruttive maggiormente usate si possono riassumere grosso modo in 3 tipi di lavorazione:
-monoscocca in pieno o in materiale composito
-assemblaggio di pannelli in sandwich
-struttura a gabbia in metallo rivestita esternamente in alluminio con coibentazione interna.

-Con la monoscocca si ottiene praticamente un'unica struttura (un guscio completo) con la forma desiderata, in pratica un monoblocco unico e solidale a se stesso, ma necessita della costruzione prima di controstampi femmina con il "negativo" della forma desiderata; si possono ottenere sagome anche stondate e aerodinamiche insomma si può ottenere la forma che più si desidera, il che rende però costoso il processo di lavorazione che va eseguito da ditte preparate ed attrezzate, la cellula risulterà però abbastanza pesante se fatta in pieno di vetroresina (tecnica ormai obsoleta), mentre si possono abbattere i pesi se realizzata in sandwich sottovuoto (come la costruzione di uno scafo moderno) ma questo fa ulteriormente impennare i costi.
-Con i pannelli in sandwich la lavorazione è piu semplice in quanto in pratica si tratta di assemblare insieme superfici piatte formate da vtr-isolante-vtr, (pannello sandwich), giuntandole lungo i bordi con resine ed angolari, qui le forme possono essere meno sinuose di un monoscocca e la cellula viene più leggera.
-Con la gabbia in metallo, in pratica si forma prima uno scheletro in ferro zincato a caldo (una gabbia) che va a formare una struttura portante che viene poi tamponata esternamente da lastre di alluminio da 12 millesimi, uno strato di isolamento di almeno 4cm di schiuma poliuretanica (ad esempio Styrofoam) e rivestita internamente da pannelli di compensato da 12/13 millesimi. Questo metodo è relativamente il più semplice ed economico e la cellula se ben progettata differenziando ad esempio gli spessori dei materiali a seconda del lavoro che devono svolgere a livello strutturale, rende il risultato finale leggero e robusto.
Noi abbiamo scelto quest'ultimo sistema di costruzione.



Per legare la cellula al telaio del mezzo è necessario costruire prima di tutto un solido controtelaio che vada a formare in pratica il pavimento della cellula.





e che viene fissato al telaio del mezzo tramite dei silent-block elastici nei punti previsti dalla casa costruttrice



sulla scelta di quanti silent-block siano necessari a questa funzione, ci sono lunghe disquisizioni dove ognuno dice la propria opinione, ma il ragionamento è molto semplice.
Un telaio a longheroni con traverse, a seconda della sua lunghezza, peso e struttura dello stesso, è soggetto a torsioni di diversa ampiezza, quindi se noi poggiamo su di lui un corpo unico questo subirà torsioni diverse a volte anche molto differenti a seconda del punto di contatto lungo la sua lunghezza, in pratica un punto del telaio molto a prua (cabina di guida) avrà una torsione molto diversa da quello di poppa, per assorbire queste differenze si rende appunto necessario l'uso dei silent-block, inoltre (il nostro caso) volendo rendere comunicanti cabina guida e cellula si dovrà unire di fatto due unità distinte e separate che ricevono torsioni differenti in un'unica struttura, quindi noi abbiamo scelto di montare 10 silent-block rinforzati.



Nel controtelaio in corrispondenza delle ruote posteriori sono stati ricavati 2 passaruota che rientrano con uno scasso di 5cm nel controtelaio, per fare in modo che queste ultime non interferiscano con il fondo del pavimento quando le balestre vanno a chiudersi a pacchetto durante la massima compressione, insomma per fare in modo di agevolare al massimo le escursioni estreme del ponte posteriore.



Avendo scelto la soluzione a gabbia, avevamo la possibilità di modulare dimensioni, spessori e quindi peso delle sue componenti, a seconda della loro funzione strutturale, cosa che abbiamo applicato anche al controtelaio.
Quest'ultimo è stato fatto con 2 scatolati di 8x8 spessore 3mm e di 6 traverse da 4x4 spessore 2mm, ha 2 differenti livelli, i primi 70 cm dietro la cabina sono allo stesso livello del pavimento di quest'ultima, poi si sale di 13cm fino a poppa, questo per avere la luce sufficiente ad assorbire le escursioni del ponte posteriore.





Il pavimento è formato da 2 strati di compensato marino da 3mm contenenti uno strato di Styrofoam da 4 cm, è stato poggiato sopra le 6 traverse e catramato sulla parte esterna inferiore per preservarlo dall'umidità.











Nei primi 70cm del pavimento, partendo dalla cabina di guida, sono stati ricavati 2 scomparti, che fuoriescono dal fondo del pavimento di circa 10cm, dove verranno posizionati 2 serbatoi per le acque chiare da 100Lt ciascuno.







La struttura portante della cellula (la gabbia) è formata da 8 moduli di base (pareti e poppa) più la parete frontale attaccata alla cabina, composti da quadrelli di 2x4 spessore 2mm ed imbullonati tra di loro ed al contro telaio, ho preferito imbullonarli invece di saldarli, perche' in caso di problemi, (con il dovuto lavoro) si potrà smontare solo un modulo per poterlo riparare o modificare.












Una volta terminata la struttura portante, agli 8 pannelli principali è stato fissato il rivestimento esterno in alluminio da 12 millesimi e sono state applicate le traversine di rinforzo e di irrigidimento, usando degli angolari di 4x4 che contengono a loro volta delle cantinelle di legno, distribuite in modo tale da formare anche i telaietti a tutte le aperture (finestre, porta, oblò tetto e gavoni)












I pannelli laterali rientrano sul tetto per 40cm in modo che non ci siano giunzioni lungo gli spigoli.
Dopo di che è stato applicato il materiale termoisolante su tutte le superfici, Styrofoam da 4 cm di spessore.










il tetto che chiude la parte che resta libera dopo l'assemblaggio delle pareti, poggia su delle traverse, un profilato ad U contenente uno strato di Styrofoam ed una cantinella di legno, in questo modo il taglio termico tra pannello esterno di alluminio e pannello di rivestimento interno in compensato è garantito su tutta la superficie del tetto.







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ESTERNI

Nella parte esterna sotto la cellula, abbiamo posizionato 3 serbatoi per il carburante per un totale di 280lt., 2 posizionati simmetricamente immediatamente dietro la cabina di guida ed un terzo esattamente al centro dei longheroni del telaio, subito dopo il differenziale posteriore. Sul lato dx dopo il serbatorio di gasolio, c'è un vano areato che conterrà 2 bombole di gas da 5lt., dopo la ruota posteriore dx c'è il serbatorio delle acque grigie, sull'altro, dopo il serbatoio di gasolio n° 1, c'è un gavone che contiene il generatore e la tanica di benzina per quest'ultimo, dopo la ruota posteriore sx c'è il serbatorio per le acque nere.
Sulla parete di poppa abbiamo posizionato una struttura provvista di una gruetta dove allocare 2 ruote di scorta, una completa di cerchio ed una solo copertone, nella parte di estrema coda svasata a 45° vanno riposte le scalette/piastre.
Sulla parte destra sotto le finestrature c'è una veranda arrotalbile su se stessa, sopra il tetto trovano posto vari pannelli solari per la produzione di corrente.
Sul tetto della cabina è sistemato il condizionatore d'aria, 2 casse in alluminio stagne e varie altre cosette, grazie ad una bagagliera che funge anche da frangi rami per proteggere la cabina e che prosegue lungo tutto i bordi esterni del tetto della cellula.







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