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15 Dicembre 2017 - 18:40
NOVITA'
Australia
Note di un viaggio Australe

L'idea di andare a vedere com'è fatta l'Australia ce l'ho sempre avuta fin da piccolo, anche perché i miei cugini vivono li da sempre ormai e a casa mia si parlava ogni tanto di questa terra lontana come di un posto fantastico, tant'è che mio padre durante i primi anni sessanta, ci ha vissuto per tre anni.
Per festeggiare le mie nozze con una donna splendida, io e la mia futura consorte abbiamo pensato ad un viaggio splendido proprio da quelle parti.
Però riflettendo sul fatto che andare fin laggiù non è una cosa che uno poi fa così spesso nella vita, ci siamo detti: e la Nuova Zelanda? Per cui abbiamo abbiamo inserito anche un saltino lì, cominciando poi a mettere giù un itinerario, mi sono accorto che avremmo fatto si un bel giro, ma ogni giorno c'erano da macinare almeno 500 km, per cui non sarebbe stato proprio una cosa rilassante ed avendo sempre in mente di dare prima o poi un'occhiata a qualche isola del Pacifico, visto che saremmo stati già da quelle parti ci siamo detti: e se alla fine ci spalmiamo per qualche giorno su un'isoletta della Polinesia?
Il viaggio finale diventò: Australia, Nuova Zelanda e Polinesia Francese.

Nelle settimane precedenti la partenza passammo ore a cercare informazioni in rete e sulle guide più accreditate, a guardare su Google Earth i posti dove saremmo andati e le strade che avremmo percorso, io presi una marea di Way Point da inserire sul GPS per non perdersi nei deserti Australiani o tra le montagne Neozelandesi, preparare i bagagli per poter affrontare le diverse ed a volte opposte situazioni climatiche che avremmo incontrato, insomma fu una preparazione accurata e meticolosa.
Per il coordinamento degli aerei e le prenotazioni di alcuni (pochi) alberghi ci affidammo ad una agenzia ed ad un noto tour operator, per tutto il resto avremmo fatto da noi.


AUSTRALIA

Il 6 dicembre del 2006 partiamo, scalo a Francoforte e poi trasvolata fino a Singapore, da qui altro "aeretto" fino a Perth dove arriviamo il giorno 8 alle 2 di notte, Non siamo neanche troppo stanchi, credevamo saremmo stati peggio, siamo un po' emozionati qui siamo veramente dall'altra parte del mondo per andare più lontano dovremmo cominciare a pensare a viaggi interplanetari.
La mattina mi sveglio di buon ora per andare a ritirare la macchina ma mi rendo conto solo quando sto quasi per uscire che la prenotazione dell'auto è per il giorno 9, cioè l'indomani, evidentemente l'eccitazione ed il rincoglionimento del fuso orario misto a quello dell'età che avanza ha dato i suoi frutti, niente di male mi rimetto a letto, avremo più tempo per vedere Perth e riprenderci dal Jet-Lag. Fatto il giro della città un po' a piedi un po' con un autobus Double-Deck scoperto, da veri turisti, c'è un forte vento fresco e non fa proprio caldo. La città è carina e moderna.
Qualche problemino col Bancomat ma alla fine pare che funzioni.







9 Dicembre (Perth-Geraldton)
Ritirata finalmente la macchina, qui si guida dalla parte "sbagliata" è innegabile che il primo impatto con incroci, rotonde ecc non è proprio facile. Flaminia. per l'occasione aveva preparato a casa un bel cartello rosso con su scritto a lettere cubitali bianche:
ATTENZIONE STAI A SINISTRA!!!!!!!!....l'ha appiccicato sul cruscotto (...è utile!!!).



Montato il sistemino col GPS ed il PDA, i WPT ricavati da Google Earth sono, ovviamente, giusti e servono almeno a confermarti che stai andando dalla parte giusta, una buona cartina sarebbe già sufficiente, ma per noi patiti della tecnologia quale occasione migliore per verificare i nostri electronic gadgets?
Appena fuori di Perth cominciano dei rettilinei infiniti ed il traffico si fa subito scarso.



Dopo un centinaio di Km andando verso Nord, facendo una breve deviazione dalla HWY N°1 andiamo a vedere The Pinnacle Desert, una zona molto particolare con delle formazioni di roccia di indiscutibile forma falloide che si sono formate per delle cause naturali dovute alle particolari condizioni della zona, sono dei pinnacoli tondeggianti con diametri intorno ad 1m ed alti al massimo sui 4m, piantati in una zona di sabbie gialle ocra, molto affascinate e particolari, c'è un bel veno che alza un po' di sabbia ed a volte è un po' fastidioso, il caldo comincia a farsi sentire.





Lungo le strade cominciamo a notare l'incredibile quantità di carcasse di animali uccisi dagli automezzi, in prevalenza Canguri e Wallaby.
Ci ha attraversato la strada una specie di lucertolone con la coda tronca mezzo coccodrillato che si muoveva come un Bradipo, veramente strano.



Ad una settantina di Km da Geraldton, ci siamo fermati casualmente in un'area di sosta dove c'era un capanno con due vecchietti, che da volontari, fornivano gratis del caffè agli automobilisti per farli riposare dopo rettilinei senza fine.
Facciamo qualche deviazione fin sul mare per vedere qualche spiaggia (Cervantes, Dougara)



...e ci facciamo una passeggiata lungo il Greenough River




....il vento è sempre più forte ed insopportabile, siamo pieni di sabbia e salsedine.





Qui il vento è talmente "presente" che incontriamo un posto dove un eucalipto è cresciuto sdraiato a terra. una cosa così strana non l'avevo ancora vista.......




Cena e pernottamento a Geraldton aragosta e Motel di quelli con la macchina parcheggiata davanti alla porta della stanza, oggi fatti circa 530 Km.



10 Dicembre (Geraldton-Monkey Mia)
Continuando a costeggiare la costa del Western Australia in direzione nord, si incontrano lunghissimi ed a volte un po' noiosi rettilinei, che però ti mettono uno stato di rilassamento molto gradevole, il traffico è sempre più scarso.
Ad un certo momento si incontra finalmente il bivio per Denham (Shark Bay)



da cui poi si arriva al nostro target: Monkey Mia, una località posta su una penisola racchiusa da un'altra penisola, che si inoltra nell'Oceano Indiano, famosa per il fatto che sulla spiaggia dell'unico Hotel/resort/campeggio, tutte le mattine una famiglia di delfini si avvicina a terra in totale autonomia ed interagisce con gli uomini in modo del tutto naturale senza alcuna forzatura da parte di quest'ultimo, se non per il fatto che gli vengono dati dei pesci, è una così famosa che ci vengono da tutto il mondo, ed eccoci qui anche noi.
Preso il bivio a destra la prima fermata da fare è ad Hamelin Pool dove sono presenti, unico posto al mondo le Stromatoliti, organismi piccolissimi dei Cianobatteri,
Sono antichissimi organismi che fecero la loro comparsa più di 3 miliardi di anni fa, che hanno in pratica reso l'atmosfera della Terra respirabile. Ora vivono unicamente in questo luogo remoto, eccettuata una piccola colonia nelle isole Bahamas. l'ipersalinità della baia di Hamelin Pool: ha conservato questa colonia fossile di stromatoliti, preservandola dalla competizione di altri organismi, permettendoci quindi di poter ammirare ancora oggi queste specie viventi. Sono loro che hanno contribuito a trasformare questo pianeta in un luogo abitabile: se siamo qui forse lo dobbiamo proprio alle stromatoliti!
Qui le stromatoliti si vedono ancora respirare, la visita avviene attraverso un sistema di
passerelle sopraelevate in legno, che permettono di camminare al di sopra dei cianobatteri
senza il rischio di rovinarli.



Si raggiungono oltrepassando un cordone di dune che separa la
casa principale dal mare,



..con un po' di attenzione e con ill mare calmo si vedono benissimo le sottilissime collane di microbolle si levano dalle colonie a testimonianza dell'attività delle stromatoliti che in quel modo, hanno immesso ossigeno nell'atmosfera del nostro pianeta, il giallo e rossiccio delle stromatoliti e il blu del cielo rendono davvero speciale l'atmosfera di Hamelin Pool.




Restare sotto il sole alle temperature elevate (qui ora è estate piena) non è proprio una cosa semplice, infatti Flaminia accusa un colpo di calore tornando indietro, prontamente rientrato grazie al ghiaccio fornitoci nell'unico punto di ristoro dell'oasi, dove sono stati tutti solerti e gentili.



Continuando sulla strada ci sono parecchie deviazioni da fare per arrivare a delle baiette isolate con colori di mare incredibili.



Ne voglio segnale 2, una è Whale Bone





...e l'altra Eagle Bluff, quest'ultima ha un piccolo promontorio con una passerella sospesa a circa 50/60m a picco sulla baia sottostante.




da cui si gode una vista meravigliosa sulla acque basse brulicanti di squali tigre, aquile di mare, trigoni ed i rarissimi dugong.




Il vento quel giorno era talmente forte che non si riusciva quasi a stare in piedi fermi, un posto incredibile per la potenza della natura in tutte le sue espressioni.



Finché si arriva finalmente a Monkey Mia, arriviamo verso le 17:00, devo dire un pochino stanchi, oggi altri 540 Km, ci fermiamo nell'unica struttura alberghiera presente, la cosa carina e che la dice lunga sulla qualità della vita di questo paese, è che la stessa struttura ha diversi livelli di servizi, tutti di ottima qualità, infatti si può scegliere se alloggiare in una single beach villa, in una stanza da hotel o in un camerata per backpackers, con costi dai 500 ai 10 dollari, inoltre i backpackers (i più numerosi ovviamente) hanno a disposizione con pochi dollari in più, una enorme cucina professionalissima dove potersi cucinare quel che vogliono e c'è anche un supermercato, super fornito dove poter acquistare tutto quello che serve a costi civili, insomma un posto fantastico.





11 Dicembre, (Monkey Mia).
Sveglia alle 06:30, c'è da andare a vedere i delfini che arrivano a riva, scendiamo in spiaggia, già affollata dagli ospiti del resort, c'è un silenzio incredibile e magico,. puntuali verso le 07;30 eccoli arrivare nelle acque calme della baia, è una famiglia di più individui, tra cui un cucciolo di pochi giorni,





i ranger del parco, gli unici con i piedi in acqua, evidentemente sono ormai a loro familiari,



gli passano amorevolmente dei pesci ed i delfini uno alla volta si avvicinano per prenderli con delicatezza,



la cosa che ci ha emozionato in modo particolare è stato il momento in cui il maschio dominante, evidentemente ormai esperto e sicuro, seguito da un giovane esemplare ad un certo punto si è avvicinato tantissimo verso il gruppo di noi curiosi e ruotando un po' su se stesso ha tirato fuori un occhio dall'acqua, ed ha continuato a guardarci per diverso tempo, come a volerci studiare, sembrava un incontro con un'entità intelligente curiosa quanto noi di avvicinare una razza animale diversa dalla propria, insomma un momento di altissima intensità emotiva, che non poteva che confermare la nostra grande passione dell'osservazione della natura che ci circonda in tutte le sue espressioni e quella di oggi è stata forse una tra le più gratificanti.





Il resto della giornata, dopo aver fatto un giro in catamarano per vedere i Dugong




l'abbiamo passata in spiaggia, anche se fare il bagno non era a cosa più gradevole, tanta corrente ed alghe dovute al bassofondo, nel pomeriggio siamo andati a rivedere i Dugong, non capita troppo spesso di averli a portata di binocolo......
La sera abbiamo cenato in camera sfruttando il fornitissimo supermarket del resort, la sera sotto il moletto di approdo, c'erano un paio di gigantesche tartarughe, che da noi sarebbero state oggetto di servizi giornalistici, ma a Monkey Mia evidentemente è del tutto normale che pascolassero indisturbate quasi a terra, tant'è che nessuno se le filava

12 Dicembre (Monkey Mia-Kalbarri)
Partiti abbastanza presto, dopo essere tornati a rivedere i delfini.
Sosta all'acquario Ocean Park, visto una marea di animali marini, tra cui il terribile Pesce Pietra orribile e stronzissimo,



un Sea Snake (velenosissimo) l'avevamo già in crociato in natura in una baia di Bali(Indonesia) animale mite e tranquillo, quasi sinmpatico, se non avesse il morso così pericoloso,



poi visto in una piscina uno squalo tigre da 3,5m, impressionate!



Riscendiamo verso Sud, attraversiamo il Parco Nazionale di Kalbarri 1000kmq,



il parco è attraversato dal Murchison River che in alcuni tratti ha scavato un canyon interessante,



tutto qui è molto selvaggio e prepotente, fa un caldo bestia,



ci sono diverse deviazioni di decine di km che si inoltrano su sterrati pieni di tolée ondulée,



avendo noi noleggiato per questa tratta del viaggio una macchina "normale" che dopo un po' ha cominciato a dar cenni di cedimento, cabbiamo deciso di non percorrere più di tanti ( quanto ci manca la nostra amata Land Rover), ma tanto torneremo...un giorno...!
Arrivati a Kalbarri nel pomeriggio, ridente cittadina alla foce del Murchisson, tante villette molto carine immerse in atmosfera serena e rilassata, abbiamo preso un appartamentino proprio sul mare con il sole che ci tramonta in faccia cadendo nell'oceano, cenato a casa usando la cucina dell'appartamento integrando un po' di roba presa da un Fish&Chips (con 30$ siamo a posto), passeggiatna serale sul lungo mare, dolcetto e a ninna, oggi 400 Km.






!13 Dicembre (Kalbarri-Perth)
alle 08:00 eravamo già in strada, la costa del Western Australia a sud di Kalbarri è un susseguirsi di vedute spettacolari, la roccia che cade a picco sull'oceano è stata modellata da millenni di vento, pioggia e salsedine in forme incredibili, ci sono degli scorci mozzafiato.
Siamo finalmente riusciti a vedere il primo canguro vivo e vegeto, poi un aquila che stava cibandosi di una carogna, si è decisa a spiccare il volo solo quando gli siamo arrivati vicini una ventina di metri, i delfini in mare non li contiamo neanche più.
Siamo poi rientrati un po' più all'interno, per percorrere una strada che passa nelle zone che sono state piene di miniere aurifere passato, su 3/400 km abbiamo incontrato solo 2 macchine.
Siamo passati x New Norcia dove c'è un convento di frati partiti proprio dall'Umbria, molto bislacca come situazione.
Prima di arrivare a Perth, si attraversa una zona molto carina, ricorda molto le nostre zone collinari, vallate tranquille piene di alberi.
Arrivati a Perth alle 18:30, oggi 800Km.

14 Dicembre (Perth-Darwin-Kakadoo National Park)
Sveglia presto, come al solito, abbiamo un aereo alle 09.30 per Darwin (North Territory), arrivati alle 13:32, qui c'è 1/2 ora di fuso orario, non mci era ancora capitato.
Ritirato la macchina come quella dei giorni scorsi, il 4x4 non era disponibile, dicono che per arrivare ad Alice Springs, non serve.....boh sarà!!!
Presa la strada per il Kakadoo, il cielo è molto nuvoloso, ogni tanto piove, ma qui à la wet-season, siamo in zona umida e d'estate, per cui...tutto a posto.
La natura intorno a noi è molto rigogliosa, come l'umidità, ai lati della strada ci sono tantissime pozza d'acqua dove pascolano un'infinità di uccelli limicoli, ci siamo fermati in organizzatissimo centro informazioni , per prendere informazioni e farci spiegare bene quello che vedremo.
Fatte un paio di deviazioni per laghi laghetti o billabong che dir si voglia, che poi sempre laghetti/pozzanghere sono, magari enormi ma pozzanghere, di uccelli che ci sguazzano ce ne sono veramente un'infinità. tutti i cartelli continuano a ricordarci che qui i coccodrilli sono molto pericolosi e noi ci crediamo, se capita di camminare sul bordo di un corso d'acqua, in mezzo alla natura, dicono di non sostare troppo a lungo, un Salty( così si chiamano i coccodrilli di acqua salata, dicono i tra i più grandi al mondo), potrebbe saltar fuori dalle placide acqua in secondo e ...tanti saluti.....è successo, per cui noi siamo più che prudenti!
La strada che porta all'hotel dentro il parco attraversa dei territori pazzeschi, viene voglia di fermarsi ad ogni curva per addentrarsi in questa natura incredibile.
Arrivati all'hotel del parco verso le 19:00, una struttura con diversi bungalow all'interno di alberi di alto fusto,, c'è un tale baccano di uccelli che si fa quasi fatica a parlare, siamo a 30° con un tallo di umidità bello alto.
Cena al ristorantino dell'hotel, molto veramente informa, molto Croccodile Dundee, c'era una coppia che suonava e molti aborigeni che bevevano e ballavano, passata un piacevolissima serata, assaggiato il North Territory Menu (grigliata mista a base di coccodrillo, canguro ed emù).
E' notte e piove che Dio la manda, fuori ci sono una tale quantita di animali che producono dei versi, così strani che mi sembra di stare nel film "Totò e Peppino e i fuorilegge" quando loro chiedono i soldi del riscatto alla moglie di Totò (Titina de Filippo) travestiti da banditi incappucciati).
Qui gli aborigeni girano scalzi, mentre i bianchi portano scarponcini da trekking belli alti, che vorrà dire?
Alla reception hanno un piccolo di wallaby (specie di canguro ma molto più piccolo e timido), la mamma è morta presa sotto da una macchina, qui è la norma, è molto carino ed affettuoso, mi stringe un dito con la stessa forza dei neonati(umani), si chiam Jack.

15 Dicembre (Kakadoo-Katherine)
Ormai la sveglia è sempre presto, vogliamo vedere tutto quello che si può, con il poco tempo che abbiamo a disposizione.
Qui nel Kakadoo, c'è un'umidità folle e fa un caldo notevole (durante la stagione delle piogge) ma il posto è così incantevole e selvaggio, che ti fa sopportare tutto.
Siamo andati fino ad Ubirr per vedere qualche "Crock" , niente da fare forse fa troppo caldo anche per loro, solo cartelli "inquietanti"!!!
Comunque c'è un mucchio d'acqua, le strade negli avvallamenti, hanno un misuratore di livello per sapere, quando evidentemente si allagano ancora di più, quanto è profondo quel guado, il baccano degli uccelli non ci molla.
Ci siamo diretti a Yellow Waters, da dove partono delle mini crociere dai billabong lungo i lati del fiume per esplorare più a fondo il territorio, siamo saliti su un barcone di 6/7metri condotta da una bella e simpatica australiana, che ci mostrato e spiegato un po' tutto quello che sono i North Territory, la loro flora e fauna. Avvistata un Aquila di mare (grigia con collo e testa bianca) cigognoni alti 1,80m e finalmente i coccodrilli, li abbiamo visti perchè mentre eravamo a zonzo tra i vari canali è venuto giù un scroscio d'acqua molto violento e la temperatura si è abbassata repentinamente ed i Crocks son venuti a agalla.
Il coccodrillo è una bestia pazzesca, visto poi così da vicino ed in natura, fa veramente impressione, una macchina spaventosa.
Girovagando per il Kakadoo ed andando ad incrociare la Stuart HWY, la principale via di comunicazione tra il nord ed i sud, si attraversano molti guadi di fiumi che arrivano poi al mare, abbiamo assistito ad un fatto singolare, un tizio stava pescando proprio in mezzo ad uno di questi guadi (incurante dei cartelli sui coccodrilli) ha tirato su un pesce di una certa dimensione, poi guardando meglio abbiamo capito che era un squalo, un piccolo che si era risalito il corso del fiume per qualche centinaio di km, una cosa veramente singolare, lui lo ha rimesso subito in libertà.
la natura qui è veramente prepotente.
Scendendo verso Pine Creek si attraversa una zona con enormi sassoni che non sembrano buttati a caso tra la vegetazione, sempre molto rigogliosa, il posto aveva qualcosa di insolito, il tutto sembrava come pensato da una mente razionale....molto affascinante.
Arrivati a Katherine alle 18:30, sta venendo giù un fottio d'acqua, tuoni, lampi, fulmini e saette....ma come dicono qui; we are in the wet season!
Cena al bistrot del Knott Crossing Resort, molto buona.

16 Dicembre (Katherine -Tennant Creek)
Alle 08:30 eravamo i primi a salire a bordo di un piccolo elicottero che ci avrebbe fatto vedere dall'alto le spettacolari e famose Katherine Gorge delle gole scavate nella immensa pianura circostante dal Katherine River. viste dall'alto sono uno spettacolo, e poi sorvolare a bassa quota la zona rende immediatamente molto chiaro che tipo di territorio stiamo attraversando.
Fatto un po' di shopping di arte aborigena, alcune cose sono molto pregevoli e partiti subito per il sud.
Molto, molto lentamente la vegetazione pluviale della zona umida, lascia spazio a quella più arida delle zone desertiche, ma non prima di Renner Springs.
Il viaggio è un po' monotono come tutti i trasferimenti nelle zone desertiche, lunghi rettilinei ed ogni tanto un piccola curva, poi di nuovo rettilinei, e via così senza soluzione di continuità. il tempo sembra fermarsi,guardandosi intorno il paesaggio intorno sembra un fondale cinematografico, fisso immutabile, ma anche questo ha il suo fascino.
Comunque ogni tanto ci sono dei punti di ristoro/pub lungo la HWY, il più strano di tutti è indubbiamente quello di Daly Waters (forse il più antico dei N.T. )in pratica una baracca di legno in mezzo a tanto niente, con una pompa di benzina a mano, come quelle degli anni cinquanta, fa molto caldo e il vento alza un po' di polvere, ma l'ambientazione è proprio da ultima frontiera, il pub è frequentato da pochi avventori, dai volti cotti dal sole, scesi dai loro pick-up impolverati parcheggiati alla meglio dove capita, il proprietario dietro il bancone ha una faccia da film. western e tutto il locale è tappezzato di magliette ed indumenti intimi lasciati li come ricordo di chi è passato da Daly Waters.
Siamo passati a vedere una città fantasma New Castel Water, in pratica quattro baracche in lamiera ondulata abbandonate da neanche troppo tempo, con tanto di alberghetto abbandonato nel 1975, comunque aggirandosi da soli tra tra queste casette, un certo effetto lo si fa di sicuro.
Avvistato un emù a Bonka Bonka Station ed un paio di aquile che si nutrivano delle carogne sui bordi della strada, sempre numerose.
Arrivati a Tennant Creek tardi è quasi notte, mangiato in postaccio l'unico trovato aperto, una specie di self service con tanto di biliardi e slot machine speriamo bene per la pancia..!! Alberghetto un po' come capita.... oggi quasi 700km.

17 Dicembre (Tennat Creek-Alice Springs)
Stamane siamo partiti molto più tardi alle 11:15, alle 10:00 eravamo ancora in camera, forse eravamo po' stanchi.
dopo un centinaio di km ci si deve fermare per forza ad ammirare i Devil's Marble, una serie di enormi sassi, molti dei quali delle vere e proprie sfere dal diametro di parecchi metri, che sembrano messe li apposta da un mano gigante, è veramente una singolarità, un posto quasi misterioso e magico.
Poi lunga galoppata, un po' di shopping di arte aborigena a Ti Tree dove abbiamo preso qualche quadro e ce n'erano di meravigliosi.
Visita ad una farm che produce mango (Red Center Farm), assaggiato un gelato appunto al mango prodotto da loro, in pratica siamo esattamente al centro dell'Australia, foto di rito all'attraversamento del tropico del capricorno, arrivati ad Alice Springs intorno alle 18:30,
Novotel Outbach, ottimo, bagnetto in piscina ed ottima cena all'Outlander Steak House nel centro di Alice Springs.

18 Dicembre (Alice Springs-Kings Canyon)
Sveglia alle solite 06:30, è tutto nuvolo, cambiata la macchina con un 4x4, mi mi aspettavo una Land Rover un Toyota invece mi ammollano una Kia Sorento l'unica che gli era rimasta (molto comoda per carità) ha pure le ridotte, speriamo sia in grado di farsi tutto il giro che ho in mente, vogliamo arrivare arrivare a Kings Canyon da nord, facendo la Merenie Loop RD, uno sterratone di diverse centinaia di km, suppongo nulla di complicato, ma di tolée ondulée ne dovremmo trovare in abbondanza, speriamo bene..!
Fatto un po' di cosette in giro per la città, cambusa, acqua, cambiato un po' di soldi, Alice Springs è veramente molto carina, ci piace molto Alice Springs.
Flaminia voleva noleggiare un telefono satellitare visto che tutto il giro della Merenie Loop che porta poi anche ad Uluru (Ayers Rock) è di quasi 500km ed essendo noi da soli e per giunta con una Kia Sorento, era un po' in apprensione per eventuali panne o guasti, ma per fare questo giro bisogna passare in un ufficio del turismo per segnalare la propria partenza, pagando anche un piccola fee di pochi dollari, per cui qualcuno sapeva che c'erano 2 italiani con un Kia che sarebbero dovuti arriva a Kings Canyon entro sera, per cui nel caso, ci sarebbero venuto a cercare, così s'è convinta e ci siamo risparmiati un po' di dollari per il noleggio del satellitare.
La pista è molto larga ben marcata e non ci si può sbagliare, comunque di tolée ce n'è a sufficienza e la povera Kia ha dovuto sudare non poco....poi ci siamo buttati fuoripista e ci siamo fatti una quarantina di km in fuoristrada vero dentro un letto di un fiume, senza una meta precisa, li ho pregato veramente che gli ingegneri della Kia avessero fatto dei buoni test sulla Sorento, il problema in questi casi è che se si sta da soli non si può che contare che sulle proprie forze e quelle del mezzo, ma i tanti anni di fuoristrada, gare in 4x4 e viaggi nel Sahara qualcosa ti rimane addosso per forza e noi non eravamo per nulla in apprensione dal totale isolamento in cui ci trovavamo attraversando quelle zone, anzi il nostro amore e fiducia nel pianeta ci infondeva una strana sensazione di pace e serenità, cosa che continuiamo a provare ogni qualvolta ci addentriamo in zone desertiche, chissà cosa vorrà dire, comunque intorno non c'era nessuno per centinaia di km veramente, e faceva un bel caldo oltre i 45°.
Per prendere la Merenie Loop Road si parte da Hemmasburg, un piccolo insediamento aborigeno, una specie di riserva dove non è possibile accedere liberamente, comunque la situazione del popolo aborigeno è molto complessa, sembrano degli zombie che si aggirano mezzi ubriachi senza una meta, li trovi buttati a mangiare e bere ovunque mentre i bianchi fanno la loro vita tranquilla, qui nella loro riserva, il degrado ambientale è veramente evidente e fastidioso, sporcizia dappertutto, mi ricorda certi villagetti del profondo sud Libico, dove si fa di tutto tranne che avere un occhio di attenzione per l'ambiente circostante e tutti buttano tutto ovunque, comunque dai loro occhi traspare tristezza e rassegnazione, c'è qualcosa che non mi torna, che non capisco.
Comunque dopo diversi km sempre di squisita tolée, una volta ripresa la Merenie Loop rd, si arriva a Kings Canyon, e noi ci arriviamo verso le 18:00 belli cotti.

19 Dicembre (Kings Canyon-Ayers Rock)
Visitato subito Kings Canyon, si cammina sul fondo del canyon e si sale sui suoi bordi, tutt'intorno tra rocce di un rosso accesso e vegetazione si respira una bella atmosfera ed l'insieme ha un indiscutibile fascino, meno male che il cielo è coperto perché altrimenti la temperatura elevata sarebbe stata veramente insopportabile, siamo circondati da milioni di piccole mosche fastidiose e salendo una scarpata mene sono pure ingoiata una.....
abbiamo percorso anche il fondo di un altro canyon vicino, anch'esso molto interessante con una pozza d'acqua proprio alla fine del camminamento, essendo una zona molto frequentata i percorsi sono attrezzati con passerelle e cartelli esplicativi che rendono l'escursione comoda e sicura.
Appena riuscito il sole la temperatura è schizzata a 44° in un attimo e Flaminia ha accusato il colpo.
Ripartiti in macchina per Uluru -Kata Tjuta national park, tranquillo trasferimento, arrivati alle 16:00, abbiamo ancora un po' di luce per cui, una volta pagato il ticket di ingresso al Parco, ci dirigioamo subito verso le Olgas che insieme ad Ayers Rock rappresentano i 2 principali luoghi sacri alla cutura aborigena, le Olgas non hanno nulla da invidiare ad Ayers Rock, ma sono meno famose, continua a far caldo 41°.
Fatto un po' di spesa al super mercato del resort (qui sono organizzati....!!!!) stasera cenetta in "casa".
Poi siamo andati a wiew point per vedere il tramonto ad Ayers Rock, ma il cielo è nuvoloso, purtroppo, speriamo bene per domattina, ci torneremo all'alba.
Bagno corroborante in piscina, cenetta leggera e a nanna.

20 Dicembre (Uluru-Alice Springs)
Sveglia alle 05:15 vogliamo vedere the Rock all'alba, niente da fare è ancora coperto, inutile correre ci andremo verso le 09:00 così ci sarà un po' più di luce (per le foto).
Ci siamo rifiutati di scalare la montagna per rispettare la cultura aborigena, ma abbiamo fatto il periplo della roccia, Ayers Rock ha veramente qualcosa di magico, a me sembra una cosa viva solo standoci accanto si può capire questa strana sensazione.
Ci avviamo lentamente sulla direttrice che ci riporterà ad Alice Springs,, fatta una deviazione di una quindicina di km in una pista meno battuta, per andare a vedere dei crateri creati dall'impatto di alcune meteoriti, siamo arrivati a 47° nonostante il cielo coperto, fa decisamente caldo, non oso immaginare cosa si provi quando le temperature salgono ancora, quel tizio della Red Farm, mi diceva che a volte si sono toccano i 54/55° come niente.....!!
Arrivati al Alice Springs nel pomeriggio, fatto il bucato e cenetta a "casa", qui ci sentiamo come a casa, non so perché.
Ho chiamato mia madre in Italia per rassicurarla che va tutto bene, preoccupata com'è che che da soli soletti "in mezzo al deserto i neri aborigeni possano mangiarci...".

21 Dicembre (Alice Springs-Adelaide)
Da qui avremmo voluto continuare sulla Stuart HWY fino ad arrivare sulla costa sud, ma sono altre diverse migliaia di km ed il nostro programma prevede anche altre zone, per cui non ci staremmo coi tempi ed abbiamo deciso di lasciare questa parte alla prossima volta, per cui prendiamo un volo per Adelaide.
Qui vivono un paio di miei cugini, trasferitisi in Australia negli anni 50, che non ebbi modo di conoscere perche mentre loro se ne venivano in Australia io nascevo, per cui l'incontro sarebbe stato certamente emozionante. Ma come ci saremmo riconosciuti in aeroporto? Quando uscimmo dall'aereo vidi due uomini che mi vennero incontro in modo deciso, erano loro, mi dissero che gli era bastato guardarmi negli occhi per riconoscermi, fu davvero un modo singolare ed anche emozionante.
Passammo tutto il giorno con loro e ci fu una lunga processione di visite di tutta la comunità italiana, qui molto numerosa ed unita, tra l'altro quasi tutti provengono dallo stesso paesino abruzzese, poi mio padre era stato qui agli inizi degli anni sessanta ed era in programma che anche noi (mia madre, mio fratello ed io) dopo un po', lo avremmo raggiunto ad Adelaide, ma le cose cambiarono e mio padre se ne tornò in Italia e non andammo più a vivere in Australia, ma tutti quelli che lo conobbero erano comunque in qualche modo imparentati con papà, per cui ogni tanto qualcuno si presentava con un certo grado di parentela, mi sentivo un po' ma casa.
Anche se stiamo in estate, comunque al nostro arrivo è venuta giù tanta di quell'acqua, erano 6 mesi che non pioveva, dovevamo arrivare noi per portare la pioggia.
Siccome siamo sotto le feste di Natale abbiamo deciso di spostare la partenza per Melbourne di un giorno per poter passare il 24 sera con i cugini.
Comunque domani andiamo a Kangaroo Island.

22 Dicembre (Adelaide-Kangaroo Island)
Questa mattina avevamo un pick-up molto presto per andare in aeroporto a prendere un aeretto per Kangaroo Island, ma mi sono dimenticato o meglio non me ne ero reso conto, che tra Alice Springs ed Adelaide c'è un ora di differenza, per cui quando il portiere dell'hotel ci ha chiamato dicendoci che la macchina era pronta, ci siamo dovuti precipitare giù in tre minuti, niente doccia, niente colazione, insomma un risveglio un po traumatico.
Aeretto da 30 posti, bimotore ad elica, volo di 15 minuti e si è a Kangaroo Island, iol cielo è tutto coperto e piove......!!!
All'arrivo siamo stati rilevati dalla guida che abbiamo preso che ci scarrozzerà per un paio di giorni per l'isola.
Andati subito a vedere il leoni marini su una spiaggia della costa sud, la colonia è molto numerosa, ed i cuccioli sono uno spettacolo fantastico, peccato faccia freddo, ma un "pochino più giù" c'è l'antartide...
Kangaroo Island e piena di strade sterrate ed in pratica la stiamo vedendo tutta, arrivati in una zona piena di Koala che fanno una tenerezza incredibile con la loro flemma e tranquillità, ne abbiamo visti veramente una quantità industriale.
L'organizzazione del tour dell'isola è ineccepibile, a pranzo ci siamo fermati in mezzo al bush in una zona pre allestita con tanto di tenda, tavoli e sedia dove abbiamo consumato un lauto pranzo con tanto di tavola imbandita con bicchieri di cristallo piatti di ceramica, vino ecc, insomma da veri signori.
Poi di nuovo in marcia per andare a vedere un particolare pappagallo (molto raro) e l'abbiamo visto, tutto in giro è comunque pieno di Wallay e Canguri dalla stazza gigantesca. c'è da fare attenzione però ad alcune specie di formiche, ce ne sono alcune grandi almeno 2 cm (cattivissime e voracissime) in una pausa siamo stati assaliti anche assaliti ed i loro morsi non erano affatto gradevoli, effettivamente possono diventare molto pericolose.
La giornata è stata carina anche se il tempo non è stato buono, abbiamo visto veramente una quantità di animali incredibile.
Siamo in un alberghetto sul mare molto carino a Kingscott, very british.

23 Dicembre (Kangaroo Island)
Altra giornata a zonzo per l'isola alla ricerca di animali, a nostra guida, che conosce bene i posti dove trovarli ed avendo un occhio allenato ci sta facendo vedere tutto.
Visita a Remarkable Rock, un posto incredibile con delle formazioni rocciose scolpite dalle forze della natura, in forme bizzarre, una delle attrazioni principali di Kangaroo Island.
Proprio in mezzo a queste rocce abbiamo avvistato un Tiger Snake ( ancora cucciolo) ma non per questo meno velenoso.
Pio siamo andati a vedere la colonia delle Otarie Neozelandesi, anche questa bella numerosa.
Sulla strada incrociato un Ekidna (una specie di porcospino endemico, ma molto più piccolo)
in una pausa un kanguro si è avvicinato alla macchina, evidentemente è avvezzo alla presenza dell'uomo, e si è lasciato accarezzare, veramente buffa come situazione.
Kangaroo Island ci è proprio piaciuta molto, è un posto da vedere assolutamente, proprio perché tenuto in questo modo e con questa accuratezza, la natura è esplodente e merita una visita senza alcun indugio.
2 o 3 giorni sono sufficienti per visitare tutto quello che c'è da vedere e prendendo un tour organizzato con una guida ufficiale, si ha tutto a disposizione, un 4x4, pranzi, coffe time, il tutto in modo ineccepibile, noi siamo rimasti molto soddisfatti.
Preso il volo di rientro per Adelaide, fa un po' meno freddo.

24 Dicembre (Adelaide)
Presa la nuova macchina a noleggio, oggi è la vigilia di Natale e staremo tutto il giorno con il parentame a gozzovigliare, come nella migliore tradizione abbruzzese.
Continuano le visite della comunità italiana ed ad ogni visita si brinda e si mangia qualcosa, sono pieno come un uovo, am no posso esimermi, le tradizioni e le abitudini vanno rispettate!
Fatto un po' di indagini per cercare di capire i vari legami di parentela e sui vari rami della famiglia, mi hanno regalato una vecchia foto di nostro nonno Alessandro (che però era finito negli Stati Uniti), bellissima.
Sono molto felice di aver ritrovato i miei cugini e le loro famiglie, andava fatto!!!!
Dormiamo a casa di mio cugino, non c'è stato verso di dire di no.

25 Dicembre (Adelaide-Warrnanbool)
Partiti presto da Adelaide, il commiato è stato struggente, tutti coi lacrimoni, sono stato tutto il giorno a pensare a loro, in fondo sono i miei parenti più stretti e questa cosa è bellissima, peccato che la vita ci abbia portato così lontani, spero di rivederli presto, è stato un momento molto intenso e commovente.
Fatto un bel po' di chilometri, siamo all'inizio della Great Ocean Road, una delle strade panoramiche più belle al mondo, che corre lungo la costa sud dell'Australia, per finire a Melbourne.
Tutt'intorno a Mt Gambier ci sono dei boschi incredibili, sembra di stare in Canada, visto, grazie all'occhio incredibile di Flaminia, un Koala che era sceso a terra, che è ovviamente scappato su un eucalipto appena accortosi di noi, incrociato una famiglia di Emù con tanti cuccioli.....
Continua a far freddino.

26 Dicembre (Warnanbool-Lorne)
Siamo sulla Great Ocean Road, un vero spettacolo, tolta la pioggia ed il vento freddo, qui lo spettacolo è assicurato, l'oceano antartico che si frange sulla costa esprime una potenza incredibile, la costa è un continuo susseguirsi di baie e baiette, alcune molto chiuse dove è possibile arrivare anche sulla spiaggia, ci sono una serie di Shiprek Point ( dove hanno naufragato moltissime navi dei primi pionieri che arrivavano dall'Europa nel XVII secolo, ogni tanto si incrociano degli archi naturali scavati dall'oceano, insomma un vero spettacolo, quando il sole fa capolino tra le nuvole, il verde del'Oceano misto ala bianco della schiuma delle onde rende il tutto molto affascinante.
Una tappa obbligatoria sono i 12 Apostoles, dei pinnacoli di terra che sono staccati dalla costa a causa dell'erosione del mare, ma che stanno man mano disgregandosi, una volta erano 12 adesso ce ne sono rimasti una decina ma col tempo saranno destinati a crollare tutti, purtroppo, in ogni caso è da vedere assolutamente.
Passati i 12 apostoli, siamo rientrati un po' verso l'interno, ci sono dell zone boschive incredibili, sembra quasi la Svizzera, il bello di questa parte del pianete e che le condizioni ambientali, sono per certi versi simili alle nostre in europa, ma puoi trovarti a passare, per la particolarità del luogo, da una foresta di pini ad un pluviale nel giro di pochi chilometri, siamo andati a farci un'escursione proprio dentro una di queste, con alberi di dimensioni esagerate, fiumi cascate da ambientazione amazzonica.
Poi la strada torna verso il mare (Apollo Bay) e sembra di stare sulla costiera amalfitana o in certi tratti dell 5 terre, scorci fantastici.
Arrivati a Lorna alle 19:00, dormiamo qui così domani abbiamo solo 200 km pèer arrivare a Melbourne, cenetta in ristornatino carino...tutto ok.

27 Dicembre (Lorne-Melbourne)
Oggi come prima cosa siamo andati a vedere Erskine Fall, una cascata in mezzo ad una foresta pluviale roba da Walt Disney, sembre un set cinematografico finto, invece è tutta roba vera, incredibile!
Piano piano, continuando sulla Great Ocean Road si arriva finalmente a Melbourne, la città è molto carina, come tutte le città australiane, la grande baia ed i dintorni della città son molto ben tenuti e si respira un'atmosfera molto gradevole.
Visitata la città.
Ci apprestiamo a lasciare momentaneamente l'Australia perché il nostro programa di viaggio, visto che stiamo in questa parte della terra, prevede un tour in Nuova Zelanda ed a seguire poi un salto in Polinesia, per cui visto che poi torneremo in Europa passando sempre da Hong Kong, sulla via del ritorno ripasseremo per Sidney (che vogliamo assolutamente vedere).

Dopo il giro in nuova Zelanda e Polinesia eccoci di passaggio a Sidney, qui si respira subito una vitalità che da noi in Italia è sparita ormai da tanti anni, sarà la brezza marina che ti ricorda in continuazione che sei vicino al mare, la percentuale di giovani, la semplicità ed il perfetto funzionamento di una società che è proiettata verso il futuro con positività ed ottimismo, ma qui viene voglia proprio di essere allegri.
Siamo andati a visitare la zona a nord di Sidney (Pitwater) una baia enorme che si inoltra all'interno dove trovano posto una quantità di barche spaventosa.
Tutta la costa è molto bella spiagge enormi, piene di surfers e qualche squalo....siamo arrivati a Manley a nord della famosa baia di Sidney e da qui con un traghetto. che ti fa attraversare tutta la baia, si arriva direttamente in centro, praticamente attracca all'Opera House, in questo modo si ha l'esatta percezione di dove ti trovi.
Siccome abbiamo preso un Hotel a Darling Harbour, ci siamo volutamente fatta una lunghissima passeggiata attraversando in pratica buona parte del centro per tornarcene in albergo, così abbiamo visto quello che si può vedere camminando a piedi, poi proprio per non perdersi nulla e non avendo ormai più molto tempo, ci siamo fatti un bel giro su un autobus per turisti che passa per tutti i luoghi più importanti della città in modo da poter andarcene con la sensazione che non abbiamo tralasciato proprio nulla e per poter avere tutte le info che ci torneranno utili quando torneremo.....perché noi torneremo...!!!
 

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